SI MASTURBA PER STRADA DAVANTI AL MANIFESTO DI UN CENTRO ESTETICO. DENUNCIATA L’ ESTETISTA

Singolare vicenda giudiziaria quella che si è cominciata, ieri, a Mondovì: un uomo di 45 anni, F.B.F., passando davanti ad un centro estetico, non ha saputo tenere a freno i suoi istinti animaleschi provocati da un manifesto, posto all’ interno di una bacheca luminosa accanto all’ ingresso di un salone di bellezza e raffigurante una ragazza completamente nuda, anche se in posa tale da non lasciare intravedere le sue parti più intime.
Il maniaco, davanti a tale visione, ha pensato bene di calar giù le braghe e cominciare a masturbarsi, incurante delle clienti che entravano ed uscivano dal salone, oltre che degli automobilisti e pedoni di passaggio.

Immediata, la segnalazione ai carabinieri, che, arrivati sul posto, hanno colto in flagranza l’ uomo, e, fattolo rivestire e salire sulla loro auto, l’ hanno condotto in caserma per le formalità di rito. L’ uomo è stato denunciato per atti osceni in luogo pubblico, ma, per il pubblico ministero di turno, la direttrice del centro estetico sarebbe stata responsabile del reato commesso dall’ uomo: secondo l’ accusa, infatti, quel manifesto era troppo spinto per essere esposto, pertanto è scattata una denuncia contro la professionista per “ESPOSIZIONE DI MATERIALE PORNOGRAFICO IN LUOGO PUBBLICO ED ISTIGAZIONE DI REATO”.

Entrambi, dunque, dovranno apparire davanti allo stesso giudice, nonostante l’ estetista abbia respinto con forza le accuse ed abbia annunciato di volersi costituire parte civile contro l’ uomo.

“E’ una situazione francamente kafkiana, il fatto che io, da vittima del gesto di un pervertito, venga messa alla sbarra addirittura come sua complice. Per le strade si vedono decine e decine di manifesti raffiguranti donne in pose ben più esplicite di quella adottata dalla modella nel mio manifesto. Allora, dovrebbero incriminare ogni singola azienda che ricorre a modelle per scopi pubblicitari. Dovrebbero vietare, a questo punto, tutte le pubblicità in cui appaiono donne sexy? E denunciare imprenditori, fotografi e modelle? Non trovo parole per esprimere la confusione che mi crea questa vicenda, per non parlare del danno economico e d’ immagine che mi stan facendo subire”

In verità, non ci sentiamo certamente di dar torto all’ imprenditrice, vittima, oltre che del gesto di uno squilibrato, anche del bieco moralismo di un magistrato che, due anni fa, quando si trovò a giudicare due ragazzi accusati di violenza sessuale contro una ventunenne (all’ epoca del fatto non era infatti un PM dell’ accusa, ma era il giudice che dovette esprimersi sul caso) riconobbe agli imputati l’ attenuante di essere stati provocati dagli indumenti succinti e dal fare disinibito della giovane vittima, assolvendoli dal reato penale, e riconoscendo alla vittima solo la legittimità della costituzione a parte civile, con diritto ad avere un risarcimento economico da quantificarsi, appunto, davanti ad un giudice civile.

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MA UN MANROVESCIO VE LO DAREI SUL GRUGNO

20-5 amadori

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Figa Velenosa
ma un manrovescio ve lo darei sul grugno. ma lavorare mai?Mi piace · · Segui post · Condividi · Ieri alle 16.19

Gatto col Sombrero Pagina Ufficiale lavorare? ma che dici? er lavoro nun è abbastanza cruelty-frì
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Annalisa Amadori E te? Anziché curiosare in cose che non ti riguardano evidentemente, e perdere pure il tempo a commentarle…. Certo che non devi avere una gran vita sociale… Ammettendo che tu sia davvero una donna, una figa velenosa non presenta molte attrattive per nessuno. Non ti preoccupare di fare la tosta/violenta/rude, qui non ti caga nessuno, già io ti ho dedicato troppo tempo.
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Gatto col Sombrero Pagina Ufficiale lasciala perde, annalisa. è solo ‘na zoccola che è rimasta senza clienti
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Figa Velenosa e son rimasta senza clienti sì. me li sta fregando tutti l’ annalisa
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Gatto col Sombrero Pagina Ufficiale nun dì cazzate. annalisa nun c’ ha bisogno de fa’ la zoccola. lei ha la fabbrica che fanno er pollo. parola de francesco amadori
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Figa Velenosa ah, lei è la figlia di francesco amadori? ma allora che ci fa in un evento di vegani, se poi vive vendendo carne di pollo. certo che sono proprio ipocriti, questi animalari
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Annalisa Amadori Ahahahah scema ci credi pure!
Ieri alle 17.14 tramite cellulare · Mi piace

Annalisa Amadori Sparati và, sei ancora più deficiente del previsto
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Figa Velenosa vabbè, scusa. se non sei la figlia di francesco amadori, chi cazzo sei?
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Gatto col Sombrero Pagina Ufficiale e sarà a terza moglie, o a nipote. che te frega? però ‘na bottarella ce la darei, amadori o nun amadori
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Figa Velenosa gatto, stai buono, se no ti castro
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Stefano Zerchi Annalisa,non dovevi scrivere il primo messaggio,sei andata oltre rispondendo agli altri. Non puoi metterti a “dialogare” con tutti i disadattati del globo,evaporano da soli se li ignori. Io tempo con certe persone alzavo parecchio le mani,ma ora mi sono tranquillizzato per fortuna,ed meglio così cn due bambine…Però se ogni tanto capita l’occasione…
23 ore fa · Mi piace

EPISODIO 7

EPISODIO PRECEDENTE: https://gattocolsombrero.wordpress.com/2013/03/31/episodio-6/

STORIA COMPLETA: https://gattocolsombrero.wordpress.com/category/silvio-abberluscone-da-cantante-di-piano-bar-a-direttore-d-orchestra/

L’ anticamera dell’ ufficio di Carlo Rosina, direttore della banca omonima, in cui mio padre ha praticamente speso la sua intera vita lavorativa, trasuda lusso: pavimento in marmo bianco, posato a regola d’ arte e pulitissimo. Mi stanno facendo male gli occhi, nello sforzo di individuare le giunture fra una lastra e l’ altra, ma proprio non ci riesco. Qui devono spendere una piccola fortuna solo per pagare chi pulisce il pavimento. Le pareti sono ricoperte da stucco veneziano di colore rosso ed, addossate alle due pareti prive di porte, dieci pesanti sedie, cinque per lato, in mogano e pelle nera. A fare anticamera, siamo solo io e mio padre. Proprio all’ altezza del posto in cui son seduto io, è appesa una elegante cornice che racchiude la foto del Presidente della Repubblica, mentre, sul muro di fronte, due quadri: uno raffigurante la battaglia di Napoleone alle piramidi; l’ altro, una natura morta di pregevole fattura. La stanza ha due porte: una dà verso gli sportelli della banca, mentre l’ altra porta nell’ ufficio del direttore. Ed è proprio quest’ ultima porta ad aprirsi. Una elegante segretaria, con una gonna blu con spacco; camicetta in seta viola;  lunghi capelli raccolti poco sopra la nuca, a formare una sorta di “cipolla”, ed occhiali dalla montatura in osso, appuntiti, ci invita ad accomodarci nell’ ufficio del direttore:

“Prego, signori Abberluscone ! Il dottor Rosina è pronto a ricevervi”. Ha un sorriso smagliante, mentre ci rivolge l’ invito e, nel voltarsi con grazia per rientrare, le si intravede un polpaccio tonico e snello, mentre le forme del culo e la schiena mi causano una semierezione, non potendo proprio fare a meno di immaginarmela, seppur per un attimo, completamente nuda !
Seguiamo la ragazza, che va a sedersi dietro ad una scrivania subito alla destra della porta d’ ingresso. Mentre, esattamente di fronte a noi, si erge, in tutta la sua pomposità, la grande e massiccia scrivania di rovere, dietro la quale siede il dottor Rosina. Tre sedie sono sistemate di fronte a lui, delle quali una è già occupata da un tizio ben vestito, sì, ma di un’ eleganza leggermente trasandata. Indossa un completo grigio, con camicia bianca e cravatta nera. Ha i capelli neri, pettinati con la riga di lato, e stringe fra le mani una cartelletta di cartone. Dietro la scrivania, invece, perfettamente a proprio agio nel suo abito e camicia neri, con cravatta color panna a bande oblique nere, sta il direttore Rosina.
Appena entrati, il tizio in abito grigio si alza e ci si fa incontro, tendendoci la mano.
Signori, vi presento il signor Candela. Signor Candela, i signori Luigi e Silvio Abberluscone”. Appena ci avviciniamo di più, anche Rosina si leva dalla sua poltrona per stringerci la mano. Saluta mio padre con un cenno del capo, mentre si sofferma qualche istante in più su di me: sempre tenendomi stretta la mano, mi fa:

“E così tu sei il rampollo del mio caro amico Luigi. Da alcuni mesi, a Milano, si parla di un giovane furbacchione che è riuscito ad acquisire una intera zona edificabile a beneficio della EDILIZIA COSRUZIONI. A saperlo prima che eri così in gamba, ti avrei offerto di lavorare per me. Ma poco male: alla fine, Manganato, il boss della EDILIZIA, i suoi soldi li deposita sempre qui, per cui…. tutto torna sempre a noi, come una grande famiglia. Ma accomodatevi, ve ne prego !”

Ci sediamo, e per un attimo siamo in un silenzio totale, interrotto solo dal ticchettio del battere sui tasti della macchina da scrivere della segretaria. Ma dura poco, ed è Rosina a riprendere la parola:

“Dunque, caro Silvio, noi quattro siamo riuniti qui proprio per te. So che hai acquisto tutti i terreni edificabili della periferia di Rho, terreni che ora sono di proprietà della EDILIZIA COSTRUZIONI. Tutti meno uno. Un solo lotto è rimasto invenduto, e tra l’ altro, un lotto molto pregiato. So che il proprietario di quel terreno voleva, e vuole tuttora, venderlo, ma tu non sei andato a proporgli di acquistarlo. Tuo padre mi ha accennato che, in realtà, ti sei riservato quel lotto per te stesso: lo vuoi comprare tu. Hai dei progetti su quel terreno. Noi possiamo aiutarti a realizzare questi progetti, se ovviamente sono progetti validi. Vuoi illustrarci qual’ è la tua idea?”

“Oh, bè, direttore, in realtà non ho un progetto definito, su cosa vorrei fare, di quel terreno. L’ unica cosa che voglio è acquistarlo e costruirci qualcosa: un condominio, delle villette a schiera, un supermercato… non ha importanza. Quello che conta per me, ora, è riuscire ad assicurarmi quel terreno non come fine ultimo, ma come inizio: voglio iniziare acquistando quel terreno e costruendoci su qualcosa, per avviarmi alla carriera di costruttore edile”

“Benissimo” ghigna Rosina “in effetti, quel terreno è uno dei migliori di tutta l’ area, aldilà di quel che ci si costruirà sopra. La cosa migliore, sarebbe intanto assicurarcelo subito, per poi vedere cosa faranno sui terreni vicini, e quindi muoverci poi di conseguenza, andando a costruire qualcosa che gli altri non hanno ancora fatto. Ebbene, il signor Candela qui presente, si è già premurato di fissare un appuntamento col proprietario di quel lotto. Domani mattina alle dieci, è fissato il passaggio di proprietà, nell’ ufficio del notaio. Tu e Candela sarete soci in questo affare, mentre io sarò il vostro garante, dal punto di vista finanziario. Cosa mi dici? Ci stai?”

“Mmmmh ! Insomma ! Non mi sta dando certo il tempo di pensarci su. Con tutto il rispetto per lei, dottor Rosina, e per lei, signor Candela, ma mi state mettendo affianco un socio che neanche conosco, mentre io….”

“Fermo lì, Silvio” mi interrompe bruscamente Rosina, con un segno netto della mano “capisco perfettamente le tue perplessità. In una situazione diversa da questa, effettivamente, solo un folle accetterebbe uno sconosciuto come socio in affari, sopratutto in un affare del genere. Ma qui, sei in un ambiente protetto: ci siamo solo tu, tuo padre, ed io, che conosco tuo padre e la tua famiglia da oltre trent’ anni. Io mi getterei nel fuoco, per tuo padre, e sono convinto che lui farebbe altrettanto per me. Se ci sono al mondo due persone che possono definirsi TOTALMENTE ED INCONDIZIONATAMENTE FIDATE, l’ uno verso l’ altro, ebbene, quelli siamo io e tuo padre. Non proporrei mai un affare che non sia più che sicuro al figlio di quest’ uomo” mi fa, indicando mio padre, seduto accanto a me “e quanto a Candela, conosco da anni anche lui. Ed oltre a poter mettere la mano sul fuoco sulla sua assoluta lealtà ed affidabilità, il ruolo di Candela, nella vostra società, sarà prettamente di comodo. Candela è infatti un impresario già noto nell’ ambiente. Per cui, se ti presenti con lui come socio, ti sarà molto più facile convincere qualcuno a venderti qualcosa senza dover versare subito tutti i quattrini in contanti. Cosa che ti chiederebbero se ti presentassi da solo, in quanto, per quanto in gamba e sveglio tu possa essere, loro vedranno comunque solo un giovanotto con molte belle idee, ma con poche garanzie di poter onorare un eventuale debito. Invece con Candela come socio, e me come garante economico, nessuno si sognerà nemmeno lontanamente di sospettare una nostra morosità. Candela sarà tuo socio solo all’ inizio della transazione. Successivamente, siamo già d’ accordo che gli liquideremo la sua quota, e quindi tu sarai unico proprietario e disponente delle quote della società. Per cui, ti ripeto ora la domanda: ci stai?”

“Sì, dottor Rosina. Ho piena fiducia in lei e, dal momento che garantisce per lui, anche nel signor Candela. Domani mattina sarò felice di presentarmi col signor Candela nello studio notarile”

“Ottimo, allora possiamo brindare. ERIKA, TESORO ! PER FAVORE, PORTACI LA BOTTIGLIA DI CHAMPAGNE CHE HAI MESSO IN FRESCO, E QUATTRO BICCHIERI !”

La bella segretaria si alza ed esce sorridendo dall’ ufficio, per rientrare subito dopo con bottiglia e bicchieri. Rosina stappa la bottiglia e riempie i calici, proponendo lui il brindisi:

“Bene, signori, brindiamo, dunque ! Al nostro affare, ed al futuro di Silvio ! Che la sua strada possa essere sempre liscia e ben spianata !”

“CIN CIN !”

NOTA: i racconti e le storie di questo blog vengono pubblicati nel momento stesso in cui sono concepiti. Senza revisioni. Una volta terminati, la voglia di rollarmi una canna è tanta, da tralasciare persino il controllo ortografico. Per cui, il lettore potrebbe riscontrare delle incongruenze nei tempi, nei fatti e nelle circostanze fra un capitolo e l’ altro; o dei banali errori di sintassi e di grammatica. Questo perchè le storie di questo blog sono grezze, non hanno alcuna pretesa letteraria nè subiscono altro processo creativo che non sia l’ immediata stesura del testo. Mi scuso per gli eventuali errori ed inesattezze, ma tanto, alla fine, non avete mica pagato per leggermi, no? 😉

 

TROLLS FANNO GIUSTIZIA SULLA PAGINA DI PAPA BADOGLIO

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EPISODIO #5

silvio

Ed è di nuovo estate. Gli ultimi quattro mesi son praticamente volati via, fra serate nei locali con la band mia e di Fedele Gonfalone, feste e, sopratutto, col mio nuovo incarico di procacciatore di suoli edificabili per la EDILIZIA COSTRUZIONI. Tano Manganato, di fatto il proprietario di questa impresa edile (anche se, sulla carta, l’ azienda è intestata al mio amico Marcello Dell’ Otre, concittadino dello stesso Manganato) è poco più di un ragazzo. Avrà suppergiù la mia età. Ma in lui c’ è qualcosa di sinistro. Insomma, è chiaro come la luce che non è un semplice uomo d’ affari, ma un affiliato di Cosa Nostra, e che la Edilizia Costruzioni è stata creata per riciclare denaro sporco. Nè lui sembra sforzarsi minimamente di salvare le apparenze. I suoi modi di fare, la sua arroganza, il suo linguaggio e gli aneddoti che racconta irrobustiscono ancor di più l’ idea che mi son fatto di lui. Lo stesso Marcello, una sera, mi ha confermato che il padre di Tano è Vittorino Manganato, boss mafioso latitante. Comunque sia, io a Tano sto simpatico, anche perchè gli rendo bene: in soli quattro mesi, ho acquisito abbastanza ettari di terreno per consentire a Tano di avviare il suo progetto edilizio. Centosei ettari di terreni, praticamente tutti i lotti di cui aveva bisogno. tutti meno uno: un lotto di quattro ettari. Quest’ ultimo, me lo sono riservato per me: sta cominciando a farsi strada un’ idea nella mia testa, e per farla andare, mi servirà quel terreno, così come mi torneranno utili gli agganci e le amicizie che ho stretto in questi ultimi tempi, compresa la benevolenza di Tano.
Ho anche trovato il tempo per studiare. Ci ho dato veramente sotto, coi libri, ed ho quasi finito la tesi con cui conto di laurearmi, a Luglio. Fra meno di un mese, dunque. Oggi, intanto, vado a congedarmi da Tano: ormai ho concluso con successo il lavoro che mi aveva assegnato:
-Bè, Tano: ora che hai la terra, nessuno ti potrà più fermare, eh?
-E’ vero, Silvio. Mò posso cominciare a costruire. Ed il merito è tuo. Sei stato proprio bravo, sai, picciotto? Hai un talento naturale per trattare colla gente. Che farai, mo?
-Bè, intanto a Luglio, mi laureo in legge. Poi, penso che proverò anch’ io a far qualcosa nel ramo dell’ edilizia. Lavorando per te, ho accumulato una bella esperienza, sarebbe un peccato, non metterla a frutto !
Giusto ! Fai bene ! C’ hai talento ! Se avrai bisogno di aiuto, non avere vergogna a chiedere a me ! Adesso che ci siamo conosciuti, sono sicuro che potremo scambiarci dei favori, in futuro. Stai tranquillo: resteremo in contatto. Se avrò bisogno di te, dirò a Marcello di contattarti. E prenditi quella valigetta sulla scrivania. E’ pe’ tia ! Un piccolo regalo… diciamo la liquidazione, più un premio di produzione. Ma mi raccomando: non andartene in giro con quella per Milano, non si sa mai ! Portatela subito a casa !
-Oh, bè, Tano, non so come ringraziarti davvero, è troppo disturbo…..
-Nessun disturbo ! Te la sei guadagnata ! E quanto a ringraziarmi, magari un giorno potrai farlo concretamente. Torno a ripeterti che potrei avere ancora bisogno di te ! Ho sempre bisogno, di picciotti in gamba !
Arraffo la valigetta e mi congedo. Una volta a casa, la apro. All’ interno, come immaginavo, trovo delle mazzette da centomila. Ne prendo una, ma, sotto, non ci sono soldi ! Tolgo tutte le altre mazzette. Ben adagiate sotto di loro, stanno delle buste di polvere bianca. Ne buco una, ed assaggio la polvere: cocaina purissima ! Avrei preferito altri soldi, onestamente. Non sono granchè entusiasta, di avere della coca. Anche se non mi tiro certo indietro, se c’ è da farsi una sniffata in compagnia ! Ma tutta quella roba ! Bè, fa niente ! Metto una busta nel mio comodino: la tirerò fuori per festeggiare la mia laurea. Le altre le farò vendere. Marcello ha molti contatti, fra gli spacciatori di bamba. Non gli sarà difficile farla tagliare e rivendere. Sì, a conti fatti, , in quella valigetta, c’ è un capitale che, una volta investito, mi frutterà molto ! Ed allora, me la stendo, una pista, e sniffo all’ ottimo presente ed al futuro che promette anche meglio ! Alè !

NOTA: i racconti e le storie di questo blog vengono pubblicati nel momento stesso in cui sono concepiti. Senza revisioni. Una volta terminati, la voglia di rollarmi una canna è tanta, da tralasciare persino il controllo ortografico. Per cui, il lettore potrebbe riscontrare delle incongruenze nei tempi, nei fatti e nelle circostanze fra un capitolo e l’ altro; o dei banali errori di sintassi e di grammatica. Questo perchè le storie di questo blog sono grezze, non hanno alcuna pretesa letteraria nè subiscono altro processo creativo che non sia l’ immediata stesura del testo. Mi scuso per gli eventuali errori ed inesattezze, ma tanto, alla fine, non avete mica pagato per leggermi, no? ;-)

 

EPISODIO #4

silvio
Le urla del caporale ci danno la sveglia ! Comincia così il mio terzo giorno da militare di leva. L’ arrivo della cartolina precetto, il 24 gennaio, è stato, per me, come un fulmine a ciel sereno ! Non che non l’ aspettassi, ma non  certo così presto: il 29 dello stesso mese, mi sarei dovuto presentare nella caserma dei bersaglieri ad Udine.

Ho telefonato subito a Grazia (la signora che mi scopai la notte della vigilia di Natale e che ho continuato a sbattermi regolarmente anche nei giorni successivi):
-Grazia ! E’ arrivata ! Il 29 devo essere ad Udine, per il servizio di leva !-
-Oh, povero ciccino ! Ma non ti preoccupare ! Te l’ ho già detto: Ho chiesto a mio marito di aiutarti, e lui mi ha assicurato di essersi già attivato. Sai, anche lui ha un debole per te ! Gli sei piaciuto molto, come musicista !-.
-Bè, purchè non mi chieda anche lui di scopare !-
-Ahahah ! Che matto sei ! Stai tranquillo ! Tu devi scoparti solo me ! Almeno finchè non trovo un altro amante !-. L’ ho sentita ridere a questa battuta troiesca, ma senza riuscire a farmi contagiare dal suo ottimismo.
Dopo l’ alzabandiera e la colazione, un sottoufficiale grida un elenco di nomi, fra cui il mio. Dice che quelli che ha chiamato devono prepararsi a passare la mattinata all’ ospedale militare. Forse ci siamo !

All’ ospedale  fa un freddo della madonna ! Mi tocca aspettare un bel pò, prima che il nome SILVIO ABBERLUSCONE venga gridato dall’ infermiere.
Entro in un ambulatorio squallido e spoglio, e freddo come il resto dell’ edificio. Il medico, un tipo di mezz’ età con un fisico da budino, indossa il cappotto sotto il camice:
-Dunque lei è Silvio Abberluscone?-
-Precisamente !-
-Bene, Abberluscone. Non so come abbia superato la visita di leva, ma io, qui, mi vedo costretto a dichiararla inidoneo al servizio militare. Lei è alto un metro e 53: troppo poco per entrare nell’ esercito !-
-Ma veramente…..sarei 1,63….-
-Stammi a sentire, giovanotto ! E’ inutile girarci intorno ! Tu sai ed io so che non farai il militare. Il tuo santo protettore, chiamiamolo così, si è raccomandato affinchè tu venissi rimandato a casa. Ora, dal momento che sei sano come un pesce, se vuoi andare a casa subito, l’ unica è barare sull’ altezza. A meno che tu non voglia rimanere qualche altra settimana, finchè non mi invento qualcos’ altro !-
-Oh, nossignore ! Effettivamente sono solo 1,53. Peccato, avrei davvero voluto fare il militare, ma se le regole son queste….-
-Risparmiati l’ ironia ! Questo è il tuo certificato ! Fatti portare in fureria, ed in serata avrai il congedo-

Rientro a Milano in tarda serata. I tre giorni in quella puzzolente caserma mi han messo addosso una stanchezza pazzesca, ma ho comunque voglia di festeggiare lo scampato pericolo. Per cui telefono a Marcello Dell’ Otre e Fedele Gonfalone per una bevuta da me. Dopo mezz’ ora, sono entrambi  già a casa mia. Marcello sembra sinceramente felice per me:
-E così ce l’ hai fatta, eh, piccolo marpione?-
-Già ! E’ questa la differenza fra me e voi: io, il mio uccello, lo infilo quasi sempre dove troverò convenienza !-
-Bè, ce l’ ho io, una proposta conveniente per te- mi fa Marcello- e non dovrai nemmeno infilarmi il cazzo nel culo, per goderne i vantaggi !-
-Oh, bè, son tutto orecchi !-
-Allora spalancali bene: ci sta questo conoscente di mio zio, un uomo d’ affari palermitano, che ha appena messo su una impresa di costruzioni, qui a Milano. Ha bisogno però di collaboratori svegli, in gamba e dalla parlantina sciolta. In particolare, avrebbe bisogno di acquisire dei terreni alla periferia di Rho. Chiaramente i terreni non sono in vendita, perciò qualcuno dovrà convincere i proprietari a venderli,  sti cazzo di terreni. Ora, se fossimo a Palermo, non ci sarebbero problemi: lì la gente sa che non è salutare dire di no a questa persona. Ma qua a Milano è diverso: non è possibile usare certi mezzi, come in Sicilia, per convincere la gente. Lì i messaggeri dell’ impresa costruttrice arrivano con la coppola e la lupara, e riescono a far ragionare anche i più testardi. Ma qua a Milano non si può far così. Per cui, da questi proprietari, ci dovrà andare uno ben sbarbato, ben vestito e con una gran faccia da puttana, ad offrire dei soldi perchè queste persone così attaccate ai beni materiali si convincano a cederli, per il bene della collettività. Mi son già premurato di fare il tuo nome e garantire per te. Fai sloggiare quei fitusi, Silvio, e farai una piccola fortuna !-
-Oh, non so se posso essere in grado….-
-Sì che sei in grado, non fare il modesto, cazzo !-
-E che ci guadagno?-
-Un milione per ogni ettaro acquisito. L’ intera area è di 110 ettari !-
-Fischia ! Ma…perchè non lo fai tu?-
-Perchè io sono ufficialmente il proprietario dell’ impresa. Solo come prestanome, ovviamente, ma il mio ruolo è già definito !-
-Non lo so, Marcello. Davvero, ora che ho scongiurato il militare, voglio darmi una mossa e prendermi questa cazzo di laurea…-
-Silvio, guarda che non devi andare a lavorare in un ufficio. Non  devi timbrare cartellini, nè lavorare 8 ore al giorno. Si tratta di far visita a questi proprietari, e convincerli a sloggiare, sventolandogli sotto il naso il contante che ti verrà fornito per lo scopo. Puoi organizzarti tranquillamente secondo i tuoi impegni e le tue esigenze ! Andiamo, coglione ! Ti ho forse mai dato delle dritte scadenti?-
-Bè, finora, mi hai solo portato bene ! Ok, ci sto !
-Grande ! Domani mattina alle nove, presentati negli uffici della “Edilizia Costruzioni” e chiedi di Tano Manganato. Dì che sei l’ amico di Marcello, e lui ti dirà cosa dovrai fare-

Riempio nuovamente i bicchieri, ed alzo il mio in aria, imitato da Fedele e da Marcello:
-Alla nostra, ragazzi ! Al nostro presente, ma sopratutto, al nostro futuro !
-Cin Cin !

NOTA: i racconti e le storie di questo blog vengono pubblicati nel momento stesso in cui sono concepiti. Senza revisioni. Una volta terminati, la voglia di rollarmi una canna è tanta, da tralasciare persino il controllo ortografico. Per cui, il lettore potrebbe riscontrare delle incongruenze nei tempi, nei fatti e nelle circostanze fra un capitolo e l’ altro; o dei banali errori di sintassi e di grammatica. Questo perchè le storie di questo blog sono grezze, non hanno alcuna pretesa letteraria nè subiscono altro processo creativo che non sia l’ immediata stesura del testo. Mi scuso per gli eventuali errori ed inesattezze, ma tanto, alla fine, non avete mica pagato per leggermi, no? 😉

EPISODIO #3

silvio

-Magica questa serata, eh, Fedele?-

-Ahaha ! puoi dirlo forte, pezzo di nano ! A proposito: Buon Natale, coglionazzo !-

Oh, certo che sarà un buon Natale. Un grande Natale ! Il migliore della mia vita ! Non solo siamo stati ingaggiati per suonare al CULT PEOPLE, il ristorante più “in” di Milano, proprio il giorno della vigilia, ma abbiam fatto una performance indimenticabile ! Vedere tutti quei clienti danarosi  mangiare quasi distrattamente solo per ascoltarci, e tutte quelle donne impellicciate cantare insieme a noi e tamburellare il ritmo delle nostre canzoni con le posate, è qualcosa che non dimenticherò tanto presto ! Avrebbero potuto servirgli dello sterco di maiale, che non ci avrebbero fatto nemmeno caso, tanto erano presi dalla nostra musica, credetemi !
Entrare a far parte della band di Fedele Gonfalone è stato veramente un gran colpo ! Ho praticamente passato tutta l’ estate a spassarmela in crociera, e mi pagavano pure ! E gli ultimi quattro mesi passati a suonare nei più bei locali della città…. bè, ci sono decisamente modi peggiori per guadagnarsi da vivere ! Come vendere aspirapolveri, per esempio ! Ed invece fanculo le aspirapolveri Fauno ! Non ho più bisogno di pregare delle stupide massaie affinchè comprino  quelle orribili scope elettriche, per proviggioni da fame ! Ora sono il tastierista e vocalist della più richiesta cover-band di Milano. Niente più porte sbattute in faccia ! Ora le mogli di imprenditori, manager, politici e banchieri mi spalancano sempre più spesso le porte delle loro camere da letto ! Il che mi ricorda che ho giusto in tasca la chiave di una lussuosa suite, dove mi attende una signora bella, ricca, e sopratutto sola, giacchè il marito sarà già in volo per Roma, in modo da potersi presentare fra qualche ora ad un pranzo d’ affari ! Che cazzo te ne fai di un conto in banca a nove zeri, se poi devi passare il giorno di Natale a parlar di lavoro con delle vecchie mummie, mentre tua moglie si scopa un musicista?
Per cui, mi congedo da Fedele e dal resto del gruppo:
-Oh, ragazzi ! E’ stato bello, ma adesso devo proprio andare. Ho promesso un concerto privato ad una gentile signora, e non ho certo intenzione di farla aspettare !
-Ah sì? E fammi indovinare: scommetto che, alla sciura, le suonerai la tromba !
Ci sganasciamo di risate e ci sfondiamo le schiene a furor di pacche, ma, per quanto gradevole e divertente sia la compagnia di questi ragazzi, non ho certo intenzione di lasciarmi sfuggire un inzuppo con una figa costosa come quella che mi ha rimorchiato. Così, mi fiondo subito in strada e quindi in taxi.

In meno di dieci minuti, son qui, davanti all’ ingresso dell’ Hilton. Un elegante ed imponente portiere di colore mi accoglie con un formale “buonasera”, mentre varco la soglia della hall. Sono venuto, qualche volta, a bere al bar di questo hotel, giusto per concedermi il piacere, e l’ illusione, di far parte del jet set. Ho anche ripromesso a me stesso che, prima o poi, quando dovrò viaggiare, passerò le notti solo in posti del genere. Ma non avrei mai immaginato che ci sarei arrivato così presto. Se poi mi avessero detto che la notte all’ Hilton l’ avrei passata nella stanza di una bellissima miliardaria, ed a sue spese, l’ avrei presa come una presa per il culo e, quindi, come un’ offesa personale. Invece, sta accadendo per davvero, a me, in questo momento. E lei è lì, al banco del bar, voltata verso l’ ingresso, che si scioglie in un raggiante sorriso, non appena mi addocchia:
-Ehilà ! Ti stavo aspettando. Cominciavo a temere che avresti preferito correr dietro a qualche cameriera !-
-Neanche per idea, mia cara ! Questa notte voglio solo te e nessun’ altra. Se ho fatto un pò tardi, è solo per raccogliere gli strumenti a fare un brindisi con i ragazzi della band !-
-Bè, allora adesso, unisciti al mio, di brindisi. Non vorrai farmi bere da sola?-

Ordino al barman una vodka tonic, mentre la mia bella signora fa un bis col martini. Deve aver bevuto già molto, stasera. Ricordo di averla vista far fuori una bottiglia di vino, due calici di champagne ed un  abbondante brandy, assieme a suo marito, mentre  cenavano al ristorante, durante il nostro concerto. E’ stata decisamente una piacevolissima sorpresa quando, approfittando di una pausa durante lo show, si è avvicinata a me ed ha preso a complimentarsi. Ma per poco non rimanevo paralizzato dallo shock quando mi ha messo in mano una chiave:
“Questa è la chiave della mia camera all’ Hilton. Mio marito ha un volo per Roma, fra mezz’ ora, ed io odio dormire da sola. Se non verrai, io non avrò la chiave per entrare in camera mia. E tu non vuoi far dormire per strada una signora, vero?”
Malgrado abbia già bevuto una discreta quantità di alcool, è ancora perfettamente lucida e non è apparentemente alterata. Le si nota solo un leggero rossore sotto gli occhi, ma che la rende ancor più bella. E’ proprio una magnifica donna: di età indefinibile, ma sicuramente più vicina ai quaranta che ai trenta, capelli biondo platino ad incorniciare un viso ovale, da adolescente. Ha delle rughette d’ espressione appena visibili intorno agli occhi azzurri, che risaltano quando sorride. Appena un filo di trucco, quel tanto che basta per farti notare ancor di più come lei, di trucco, non ne abbia affatto bisogno. Indossa un vestito da sera turchese, lungo fino alle caviglie, ed un visone aperto che lascia intravedere un abbondante decoltè. E’ molto formosa, ma non grassa. Sto cercando di trattenermi e comportarmi da gentiluomo, evitando di farle notare che ho il cazzo già duro. Ma evidentemente, lei non è una donna che ama i convenevoli, visto che, ora, mi sta accarezzando una coscia, e mi ha già afferrato l’ attrezzo:
-Ehi ! A quanto pare, ti piaccio sul serio, eh?-
-Solo un finocchio potrebbe rimanerti indifferente !-
Per i suoi occhi passa come un lampo, e sul suo viso appare un’ espressione libidinosa che contrasta un pò con la sua aria quasi angelica:
-Accompagnami in camera, Silvio. Metti a letto questa bambina !-

Ci leviamo in piedi, salutiamo il barman, e ci avviamo verso l’ ascensore. Mi sento un pò a disagio, di fianco a lei. Ho sempre avuto il complesso dell’ altezza, dato che io sono un metro e sessantatrè, mentre lei, che è già lunga di suo, indossa dei tacchi che sembrano due trampoli. Son sicuro che tutti gli occhi degli ospiti nella hall sono puntati su di noi. Magari qualcuno ironizzerà sulla differenza di altezza, ma intanto si staran rodendo il fegato dall’ invidia, e chissà cosa darebbero per essere al posto mio !
Cominciamo già a sbranarci in ascensore. L’ entusiasmo che ci mette nel pomiciare è decisamente promettente. Percorriamo i pochi metri che separano la porta dell’ ascensore dalla sua camera praticamente senza staccarci. Infilo la chiave nella toppa (fra poco me la chiavo nella topa !) e siamo dentro (presto le sarò dentro !). Chiudo la porta con un calcio, e ci spogliamo a vicenda, con fretta, quasi con violenza. Le tiro giù il vestito e le stacco il reggiseno, snudando due tette enormi ma incredibilmente solide ! Per un attimo, affondo  la faccia in quelle magnifiche pere, poi prendo a stuzzicarle i capezzoli. Glieli mordicchio, li succhio, li pizzico. Lei si lascia uscire dei pigolii, poi si abbassa, mi sbottona i calzoni e si prende il mio uccello in mano. Lo guarda per un paio di secondi, quindi comincia a succhiarmelo. Oh, sì ! I pompini li sa fare ! Non che ne avessi mai dubitato ! Ora si stende sul letto e si denuda completamente. Ha una folta peluria bionda sul pube. Le ficco un dito nella figa, e comincio a succhiare ad a baciare avidamente il suo clito. Mi lascia fare per un pò, gemendo, ma poi, con una brusca manata, allontana la mia testa da sè. Per un secondo, ho paura che abbia cambiato idea, ma invece no:
-Scopami, Silvio ! Dammelo adesso ! Dopo potrai leccarmi e succhiarmi tutto il tempo che vuoi, ma adesso sbattimi e basta !-
Bè, non intendo farmi pregare oltre. Le entro dentro. E’ calda e stretta, ma scivolo bene, tanto è bagnata. Io vorrei cominciare lentamente e portarla per le lunghe, ma lei inizia a spingere con forza il suo bacino, mentre con un dito si sgrilletta. A questo punto, mi lascio prendere dal suo ritmo, ed in men che non si dica siamo qui, a martellarci come due dannati. Rallento un pò solo quando sento che sto per venire, ma appena lo stimolo se ne va, ci dò dentro con ancora più foga. Ho ormai il fiato corto, ma stringo i denti: voglio farla godere, questa baldraccona ! Si vede che le piace da impazzire, ma cazzo ! quanto ci mette a venire ! Poi, arriva ! Finalmente la sento urlare mentre si dimena ancor più forte, sotto di me. Spalanco bene gli occhi per ammirare la sua espressione di godimento, e nel vederla tutta rossa in viso, con un’ espressione estasiata stampata in volto , eccomi che vengo anch’ io ! Faccio per tirarmi fuori, ma lei incrocia le sue gambe dietro la mia schiena, e con la forza delle sue cosce, mi tiene attaccato a sè:
-No, non uscire adesso ! vieni ! Sborrami dentro !-
E sborro ! Spruzzo con tanta violenza, che potrei rimanere disidratato ! Sono sconquassato da un orgasmo poderoso ! Imponente ! Maestoso ! Le rigiro il cazzo dentro, sfregandomi la cappella contro le sue pareti vaginali, finchè non crollo sfinito sulle sue tettone !
-Lo sapevo- mi fa lei, ridendo ed ansimando -lo sapevo che mi avresti scopata a regola d’ arte. Ti ho letto subito ! Oh, Silvio, continua a scoparmi così, e potrai chiedermi quello che vuoi. Mio marito è potente ed ha amicizie influenti, e stravede per me ! Chiedimi quel che vuoi, ed io ti farò accontentare ! L’ unica cosa che io chiedo a te, è di scoparmi anche in futuro, come hai fatto oggi.-

Sto pensando che non sarà certo un sacrificio, scoparmela. Il vero sacrificio sarà NON scoparmela: con l’ anno che sta per cominciare, non potrò più rimandare il servizio militare per motivi di studio, visto che ho già rinviato per tre anni. Chissà dove mi sbatteranno, a fare il soldato. Ma forse suo marito ha qualche conoscente al ministero della difesa? Son lì lì per chiederglielo, quando mi ricordo che, ancora, c’è qualcosa che non so di lei e , dal momento che, pare, ripeteremo  questo gradevole incontro, direi dovrei saperlo; per cui, le chiedo solo:-Ma dimmi….come ti chiami?-

NOTA: i racconti e le storie di questo blog vengono pubblicati nel momento stesso in cui sono concepiti. Senza revisioni. Una volta terminati, la voglia di rollarmi una canna è tanta, da tralasciare persino il controllo ortografico. Per cui, il lettore potrebbe riscontrare delle incongruenze nei tempi, nei fatti e nelle circostanze fra un capitolo e l’ altro; o dei banali errori di sintassi e di grammatica. Questo perchè le storie di questo blog sono grezze, non hanno alcuna pretesa letteraria nè subiscono altro processo creativo che non sia l’ immediata stesura del testo. Mi scuso per gli eventuali errori ed inesattezze, ma tanto, alla fine, non avete mica pagato per leggermi, no? ;-)