LECCE. SI PROSTITUIVA CON IMMIGRATI. RICOVERATA D’URGENZA PER SIFILIDE

È una storia quasi surreale ma tragicamente vera, quella che ieri sera ha avuto culmine nel nosocomio di Lecce, in Puglia.
Una donna di 34 anni, residente in un comune poco distante dal capoluogo salentino, si è presentata ieri al pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi.
La donna lamentava febbre alta, più di 39, ed era prossima ad uno stato di incoscienza.
Dopo averle somministrato i primi medicinali sintomatici, la donna è stata sottoposta ad ulteriori accertamenti. E ad una prima visita esterna i medici si sono subito resi conto che la situazione era ben più grave di una influenza di stagione: la donna presentava pustole necrotizzate sulle gambe e e secrezione purulenta dalle zone intime. Subito sono stati fatti gli esami da laboratorio e la diagnosi è stata allarmante: Sifilide in stato avanzato e Scolo.
La donna è stata ricoverata d’urgenza in isolamento nel reparto malattie infettive.

La sifilide e lo scolo sono malattie sessualmente trasmissibili, dovute a rapporti occasionali senza le dovute protezioni.
In Italia ormai sono quasi debellate grazie alle migliorate condizioni igieniche. Bisognava dunque capire DA CHI la donna abbia contratto queste patologie.
A suo dire, negli ultimi mesi, si sarebbe prostituita diverse volte con extracomunitari di provenienza maghrebina e subsahariana, principalmente musulmani. Purtroppo avrebbe quasi sempre consumato i suoi rapporti senza usare il preservativo: ai musulmani infatti è proibito dalla loro religione. E la donna inoltre si faceva pagare un extra per il rischio (extra che a questo punto le servirà a ben pico viste le conseguenze).

Purtroppo la ragazza ha avuto anche dei rapporti consenzienti non mercenari con partner italiani, che ora verranno contattati uno per uno dalle autorità sanitarie, onde essere sottoposti ad accertamenti ed eventuale profilassi.

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ARRESTATO LO #STALKER DI #EMMA #MARRONE

Finalmente si è concluso quello che, se non era proprio un incubo, perlomeno un fastidio lo rappresentava sicuramente per la bella cantante salentina.
Da diverse settimane infatti un hater (vengono definite così quelle persone che sui social network prendono di mira individui che loro odiano rendendogli la vita online molto stressante. In genere le vittime sono VIP, ma chiunque può esser preso di mira dagli hater. E tutti possiamo diventarlo) perseguitava Emma sui social. Usava espressioni scurrili e pesanti, arrivando anche alle minacce.
C’è da dire che la bella leccese non si è fatta condizionare, al contrario di altri VIP come Albano e Fiorello, che, comprensibilmente, hanno chiuso tutti i loro account.
La Marrone invece ha continuato a salutare i suoi fans sui social, ignorando lo psicopatico.

Ed oggi la bella notizia: risalendo alle tracce lasciate dal molestatore la polizia postale è risalita a lui: si tratta di un transessuale colombiano che si prostituisce sulla via Appia, ma che di giorno lavora anche come parrucchiera, rigorosamente in nero.
E proprio per evasione fiscale sono scattate le manette ai suoi polsi.

Ora il trans dovrà rispondere di stalking, evasione fiscale ed esercizio abusivo del meretricio.
Raggiunta telefonicamente, Emma si è dichiarata soddisfatta, asserendo di sentirsi più tranquilla pur non riuscendo a capire il perché del rancore del trans, visto che Emma non è né una parrucchiera né una prostituta.

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CANE MORDE IMMIGRATO E VIENE UCCISO BRUTALMENTE

Grave episodio di violenza sugli animali accaduto poche ore fa (oggi domenica 24 settembre) a Sicignano degli Alburni, in provincia di Salerno.
Un episodio che purtroppo porta alla ribalta tre seri problemi di questo comune che da mesi attendono una soluzione. Il primo è il randagismo: troppi cani scorrazzano per le strade del paese, spesso unendosi in branchi. Ed alcuni di loro già in passato hanno dimostrato di essere mordaci. Il secondo problema di Sicignano: la difficile ambientazione dei richiedenti asilo ospiti nel locale centro di accoglienza. Già il mese scorso una trentina di loro aveva bloccato il traffico di una importante arteria stradale chiedendo di essere trasferiti in una struttura meno periferica e lamentando la scarsa appetibilità del cibo offerto loro. In quell’occasione la protesta assunse toni talmente aspri tanto da far revocare ai più facinorosi lo stato di rifugiati e dunque il diritto d’asilo.
Il terzo problema in realtà riguarda tutta Italia e tutte le nazionalità: la crudeltà sugli animali.

Ma veniamo ai fatti. In mattinata un terzetto di immigrati residenti nel locale centro di accoglienza, mentre passeggiava per le strade adiacenti la struttura, è stato preso di mira da un branco di meticci, cinque o sei di media taglia, che ha cominciato ad abbaiare contro i ragazzi. Forse eccitato o spaventato da una possibile reazione del terzetto, uno dei cani avrebbe azzannato il polpaccio di un ragazzo. A quel punto non sappiamo ancora come si siano svolti i fatti. Quel che è certo è che il ragazzo morso è stato dapprima medicato nella sua stessa struttura e successivamente portato in pronto soccorso, dove gli sono stati applicati 6 punti di sutura, oltre alla prescrizione della profilassi da effettuare in questi casi.
Il passo obbligato successivo è stato quello di tentare di prelevare i cani responsabili della aggressione. Per cui gli addetti al servizio veterinario della ASL, coadiuvati da accalappiacani, si sono recati sul posto per cercare e catturare i cani aggressivi. Ne hanno trovato solo uno. Che non morderá più nessuno: l’animale infatti giaceva sullo sterrato in una pozza di sangue, con il corpo martoriato da segni di probabili calci e bastonate e la testa maciullata da un grosso sasso.
Gli incaricati hanno solo potuto rimuovere la carogna del povero loppide, mentre è scattata una denuncia d’ufficio, per ora contro ignoti, per maltrattamento ed uccisione di animali.

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PROFANA LA #CHIESA DI #MARINASERRA: “ME LO HA ORDINATO #DONTONINO”

É stato subito identificato l’autore dell’immonda profanazione ai danni del Santuario della Madonna Assunta di Marina Serra di Tricase.
Si tratta di un 45enne del posto, con precedenti specifici e conclamati problemi psichici.
L’uomo ha fatto irruzione sabato 16 settembre nel luogo sacro, distruggendo l’altare e le suppellettili, fra cui quadri, un antico crocifisso, vasi di fiori, e defecato nell’urna delle ostie consacrate.

Interrogato sul movente, avrebbe dichiarato che lo spirito di don Tonino Bello gli sarebbe apparso in visione ordinandogli di distruggere quella chiesa in quanto sarebbe infestata da satana. Aggiungendo inoltre che facendo ciò avrebbe liberato il corpo dell’omicida di Noemi che sarebbe posseduto dal maligno.

L’autore del gesto é ora sottoposto a TSO in una struttura psichiatrica

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