ADDIO AD UN AMICO

Mi è stato appena comunicato che è mancato Rose Vagge, il cui vero nome è Alfredo.
Purtroppo a causa delle restrizioni ultrabigotte di facebook, social sul quale io e Rose interagivano, mi ritrovo bloccato (e per aver scritto che i negri che sono in Italia sono brava gente, ma non dovevo usare il termine negri ritenuto offensivo) e non posso nemmeno dare un ultimo saluto né porgere le condoglianze ai suoi familiari.

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IL RISCATTO DELL’UOMO QUALUNQUE

Per tutta la vita, sei stato quello del QUASI. Quasi un buon calciatore. Quasi un buon allenatore. Ti hanno dato anche le occasioni per vincere. Ti hanno dato buone squadre. Quattro anni al Chelsea senza vincere un cazzo, poi ti cacciano, arriva un certo Mourinho e  vince subito. Troverai  ancora mourinho in  Italia. Ti umilia, dicendo chiaramente che hai 70 anni (non ne avevi manco 55) e non hai mai vinto un cazzo. É il primo a dire pubblicamente quello che tutti pensano: PERDENTE. VECCHIO ANCHE SE NON LO SEI. ETERNO SECONDO. SOLO UN TRAGHETTATORE. Eppure le squadre con le quali sperare di vincere te le hanno date: Fiorentina, Valencia, Chelsea, Juventus, Roma, Inter. Mai un trofeo. Tante umiliazioni. Le onte degli esoneri. Ti hanno persino cacciato dalla nazionale greca. Sei passato dall’essere L’ ETERNO SECONDO ad ALLENATORE FINITO. Poi, ti affidano il Leicester. Una squadretta inglese, con calciatori falliti come te. Tutti ti hanno preso per culo. Non ti consideravano più degno neanche di allenare una squadra il cui centravanti lavora in fabbrica per arrotondare. E che cosa hai fatto, tu, il fallito, alla guida di una squadra di falliti? Tu HAI VINTO! Hai vinto nel campionato più ricco del mondo. HAI VINTO e ti sei messo sotto Manchester united, Manchester City, Chelsea, arsenal, Tottenham, Liverpool. Tutti quelli che ad inizio stagione ti prendevano per culo, adesso ti innalzano. Mourinho, quello che ti chiamò VECCHIO, dice di averti sempre ammirato. Per ironia della sorte, nello stesso anno in cui è stato cacciato da quel Chelsea che cacciò te, nell’anno in cui tu trionfi con una squadra di calciatori sconosciuti e falliti. Il fallito che guida altri falliti alla più bella ed epica vittoria della storia del calcio. Calcio che é metafora della vita. Grazie, Mister Ranieri. Sei L’ uomo qualunque che oggi ha dimostrato che si può fallire 100 volte, per poi vincere senza soldi, senza fiducia intorno a te, solo con il lavoro. Oggi hai dato speranza alle milioni di persone qualunque. Hai dimostrato che L’ occasione del riscatto può arrivare per chiunque. A patto di non mollare. A patto di lavorare sodo. A patto di non ascoltare i detrattori. Grazie, Mister. Adesso goditela

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TOHIR REGALA ALL’INTER CAMPIONE INDONESIANO

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Tohir ha appena presentato personalmente, in conferenza stampa, il nuovo acquisto del mercato invernale dell’ Inter: SINAMICA SIMOSUKI, attaccante idolo del calcio indonesiano, connazionale dello stesso presidente nerazzurro. Fino a ieri in forza ai Metrostars, nel campionato U.S.A., di cui è stato capocannoniere. Il calciatore asiatico, 22 anni, fornirà a Mancini una alternativa ai finora scarsamente poco prolifici attaccanti interisti. Ora probabile la partenza di uno fra Icardi e Jovetic. Vi daremo aggiornamenti nelle prossime ore

SULLA VITTORIA DELLA LEPEN IN FRANCIA

L’ ascesa della destra becera in francia (e probabilmente nel resto d’Europa) che si rivolge agli elettori della fascia popolare più ignobile, é stata preparata a tavolino da quegli intellettuali da salotto e wine-bar che contrappongono lo snobismo e le frasi fatte alla violenza ed alle altre frasi fatte della loro controparte politico-culturale. In tutto questo, i professionisti della scalata alla poltrona ed al privilegio di casta politica sono sempre lí, seduti sui loro scranni di potere a fregarsi le mani, tronfi e contenti dell’inettitudine del popolino

L’ INESORABILE DECLINO DEL POPOLO ITALIANO

iI popoli che meglio si sono adattati a quest’ epoca capitalista sono i tedeschi ed i cinesi. I tedeschi sono vincenti per la loro precisione e capacità organizzativa, i cinesi per la loro instancabile laboriosità. Noi italiani delle ultime tre-quattro generazioni non potremo mai competere con questi popoli: al contrario dei tedeschi, noi consideriamo la puntualità un optional, se non addirittura una debolezza, e da tempo abbiamo rinunciato all’ organizzazione gerarchica in nome di una presunta uguaglianza che non contempla assolutamente alcuna MERITOCRAZIA.
Rispetto ai cinesi, l’ analisi è ancora più impietosa; guardiamo la nostra classe lavoratrice: sempre più affamata di aleatori diritti e sempre più refrattaria ai sacrosanti doveri, pretende il massimo guadagno dando il minimo impegno. La si trova in massa nei locali del divertimento, sulle spiagge d’ agosto ed alle file per i nuovi i-phone a sperperare i pochi soldi che ancora riesce a produrre, salvo poi pretendere AMMORTIZZATORI SOCIALI per le spese essenziali. La massa lavoratrice e decerebrata italiana è lontana anni luce dalla sua omologa cinese e somiglia sempre più alle schiavizzabili masse africane. Non si può provare nessuna simpatia per questa gente in quanto si crogiuola nella sua mediocrità e, forte del suo numero, porta nel baratro anche quei pochi che ancora si affannano ad emergere ed essere migliori.Lo_Statuto_dei_lavoratori