RAGAZZA SI FRATTURA L’ IMENE ANDANDO IN BICICLETTA. UN IMMIGRATO RISCHIA IL LINCIAGGIO

A Milena, un paese a poco più di 30 km da Caltanissetta, in Sicilia, è accaduta una singolare disavventura che ha avuto come protagonista una ragazzina di 17 anni e, di riflesso, la sua famiglia.

I genitori della ragazzina, nelle prime ore del pomeriggio di ieri, infatti, han visto rientrare la loro figlia in evidente stato di agitazione e con i vestiti intrisi di sangue. In particolare i pantaloni. La ragazza era in stato di shock: piangeva e non riusciva a spiegare cosa le fosse accaduto. I genitori l’ hanno così caricata in auto e trasportata di corsa al pronto soccorso dove, a seguito della visita, le è stata riscontrata la frattura dell’ imene con conseguente emoraggia. 

Dopo averle prestato le prime cure del caso, i sanitari hanno cercato di farsi dire dalla ragazza cosa fosse successo, ma la povera adolescente, ancora in stato di agitazione, non riusciva ancora a raccontare i fatti. Così, ipotizzando che fosse stata vittima di abusi sessuali, i sanitari, come da prassi, hanno messo al corrente dell’ accaduto i carabinieri, che, dopo aver riprovato, invano, ad interrogare la ragazza, hanno cominciato a pattugliare il paese alla ricerca di eventuali elementi sospetti.

Dal canto suo anche il padre della giovane, accecato dalla rabbia per quello che ormai pensava fosse uno stupro subito dalla figlia, è uscito dal nosocomio e, messosi alla testa di una mezza dozzina fra parenti ed amici, ha cominciato una caccia all’ uomo. Nella mente dei “giustizieri”, infatti, si era fatta largo l’ ipotesi che a violentare la giovane fosse stato qualcuno dei numerosi extracomunitari presenti  nella cittadina siciliana. Il gruppetto non ha tardato a trovare un capro espiatorio: un giovane  sudanese domiciliato nel vicino centro di accoglienza per richiedenti asilo. Senza troppi preamboli nè complimenti, il giovane è stato aggredito con mazze e tirapugni mentre il padre della ragazza, addirittura, tirava fuori una pistola carica puntandola alla bocca del malcapitato, intimandogli di dire cosa avesse fatto a sua figlia. Fortunatamente, prima che la situazione degenerasse ulteriormente, due pattuglie di Carabinieri sono intervenute sul posto, evitando il peggio. Tutti i partecipanti alla spedizione punitiva, espletate le formalità di rito, sono stati denunciati per aggressione, lesioni aggravate, porto di armi improprie e resitenza a pubblico ufficiale, e rilasciati a piede libero. Il padre della ragazzina, invece, oltre alle suddette accuse, dovrà rispondere di porto abusivo di arma da fuoco (la pistola non era infatti denunciata ma anzi, aveva la matricola abrasa) e minacce. L’ uomo è stato messo agli arresti nella casa circondariale di Caltanissetta.

Quanto alla ragazza, una volta superato lo spavento, ha smentito di aver subito violenza, ma ha fornito questa versione: mentre passeggiava in bicicletta, come è solita fare tutti i pomeriggi, a seguito di una buca sull’ asfalto presa in pieno con il suo mezzo, ha provato un forte dolore all’ interno della vagina, e, poco dopo, si è accorta che stava perdendo copiosamente sangue. Lo shock e lo spavento l’ hanno ridotta nello stato confusionale che abbiamo descritto e che è durato più di un’ ora.
Abbiamo chiesto dunque alla ginecologa dell’ ospedale come ciò sia potuto accadere. Questa la sua risposta:
“La rottura dell’ imene a seguito di traumi contusivi esterni è in verità meno rara di quanto si creda. La ragazza, subendo un forte contraccolpo causato dall’ urto della bici sull’ asfalto e dalle vibrazioni della sella a contatto con l’ inguine, ha subito questo trauma. Difatti, a seguito di una visita più approfondita, abbiamo potuto categoricamente escludere che la rottura dell’ imene sia stata causata da penetrazione e, quindi, escludiamo anche la violenza sessuale.”
Ora, calmata e curata la ragazza, sarà invece il padre a dover affrontare dei guai ben più seri.

D

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