CURATOLO, IL SUPER-TESTIMONE DEL PROCESSO MEREDITH: QUALE IL SUO RUOLO?

Ritorna l’ ombra del carcere sulle vite di Raffaele Sollecito ed Amanda Knox, i due ex fidanzati imputati, condannati in due gradi di giudizio per l’ assassinio della studentesa Meredith Kertchell, quindi scagionati  per difetto di prove dalla Casazione che ha imposto un nuovo appello, e ricondannati, appunto, nell’ ultimo processo. Ora, la parola FINE, spetta dirla, nuovamente, alla Suprema Corte. Ma, qualunque sia l’ esito della vicenda, non avremo mai l’ assoluta certezza su chi abbia ucciso la povera studentessa inglese. Questo processo, infatti, langue di prove, i sospettati non hanno confessato, e gli indizi sono labili, sfalsati e contaminati. E, diciamolo, non possiamo certo vantarci di avere, in Italia, degli investigatori che meritino il loro stipendio. Questo, infatti, è solo uno delle miriadi di casi che resterà irrisolto, o che sarà risolto lasciandosi dietro atroci dubbi.

Fra i testimoni ascoltati, uno in particolare doveva essere il teste chiave: tale Curatolo, individuo senza fissa dimora che, il giorno del delitto, avrebbe visto Amanda e Raffaele uscire dalla villetta della Knox. Ma l’ uomo è stato giudicato subito inattendibile, anzi, la difesa della Knox avrebbe persino ribaltato la testimonianza del clochard a favore dell’ americana: se, come Curatolo afferma, avrebbe visto Amanda e Raffaele fuori dalla casa, è evidente che i due non potevano essere nella villetta a compiere il delitto.
Ovviamente, questa è una tesi difensiva che fa acqua, come del resto tutto fa acqua in questa vicenda. Curatolo, infatti, afferma di aver visto senza ombra di dubbio i due ex-fidanzati aggirarsi intorno alla villetta fra le nove e mezzanotte, senza riuscire a dare un orario più preciso. Anche un bambino capirebbe che, nell’ arco temporale di tre ore, i due avrebbero avuto tutto il tempo di compiere l’ omicidio e poi uscire di casa.

Ma come mai Curatolo non è stato tenuto nella debita coniderazione, come teste? Lo chiediamo a lui stesso:
GATTO COL SOMBRERO: Sig. Curatolo, perchè, secondo lei, è stato dichiarato inattendibile, come testimone?
CURATOLO: Credo perchè non sono riuscito a dare un orario più ristretto, riguardo all’ avvistamento di Amanda e Raffaele, da parte mia. Ma quella sera avevo bevuto molto, perchè faceva freddo, e quando si vive per strada, come me, e ci si sfonda, si perde un po’ la cognizione del tempo.
GCS.: Ma lei ha mai avuto contatti personali con Sollecito e la Knox?
C.: Oh, certamente ! Con loro, come con molti altri studenti di Perugia a cui piace farsi una canna, o magari qualcosa di più forte, in compagnia. Io frequentavo spesso le compagnie di giovani per scroccare qualche birra o qualche tiro. E la Knox non è certo una tipa che passava inosservata: apparte il fatto che buttava giù di tutto, a me dava anche l’ impressione di essere una gran troiona, di quelle che prendono cazzi in tutti i buchi. Sempre a mostrare le chiappe fasciate in jeans stretti e perizoma. La faceva odorare molto in giro. Certi rasponi, mi son sparato, per causa sua. E secondo me Sollecito, già all’ epoca, era un gran cornuto.

A questo punto, abbiamo interrotto l’ intervista a Curatolo, poichè era chiaramente partito per la tangente. Ma solo perchè emarginato ed un pò sfigato, nonchè tossicomane, può un teste chiave essere giudicato inattendibile? Questa è la domanda che ci tormenta
amanda

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