SI MASTURBA PER STRADA DAVANTI AL MANIFESTO DI UN CENTRO ESTETICO. DENUNCIATA L’ ESTETISTA

Singolare vicenda giudiziaria quella che si è cominciata, ieri, a Mondovì: un uomo di 45 anni, F.B.F., passando davanti ad un centro estetico, non ha saputo tenere a freno i suoi istinti animaleschi provocati da un manifesto, posto all’ interno di una bacheca luminosa accanto all’ ingresso di un salone di bellezza e raffigurante una ragazza completamente nuda, anche se in posa tale da non lasciare intravedere le sue parti più intime.
Il maniaco, davanti a tale visione, ha pensato bene di calar giù le braghe e cominciare a masturbarsi, incurante delle clienti che entravano ed uscivano dal salone, oltre che degli automobilisti e pedoni di passaggio.

Immediata, la segnalazione ai carabinieri, che, arrivati sul posto, hanno colto in flagranza l’ uomo, e, fattolo rivestire e salire sulla loro auto, l’ hanno condotto in caserma per le formalità di rito. L’ uomo è stato denunciato per atti osceni in luogo pubblico, ma, per il pubblico ministero di turno, la direttrice del centro estetico sarebbe stata responsabile del reato commesso dall’ uomo: secondo l’ accusa, infatti, quel manifesto era troppo spinto per essere esposto, pertanto è scattata una denuncia contro la professionista per “ESPOSIZIONE DI MATERIALE PORNOGRAFICO IN LUOGO PUBBLICO ED ISTIGAZIONE DI REATO”.

Entrambi, dunque, dovranno apparire davanti allo stesso giudice, nonostante l’ estetista abbia respinto con forza le accuse ed abbia annunciato di volersi costituire parte civile contro l’ uomo.

“E’ una situazione francamente kafkiana, il fatto che io, da vittima del gesto di un pervertito, venga messa alla sbarra addirittura come sua complice. Per le strade si vedono decine e decine di manifesti raffiguranti donne in pose ben più esplicite di quella adottata dalla modella nel mio manifesto. Allora, dovrebbero incriminare ogni singola azienda che ricorre a modelle per scopi pubblicitari. Dovrebbero vietare, a questo punto, tutte le pubblicità in cui appaiono donne sexy? E denunciare imprenditori, fotografi e modelle? Non trovo parole per esprimere la confusione che mi crea questa vicenda, per non parlare del danno economico e d’ immagine che mi stan facendo subire”

In verità, non ci sentiamo certamente di dar torto all’ imprenditrice, vittima, oltre che del gesto di uno squilibrato, anche del bieco moralismo di un magistrato che, due anni fa, quando si trovò a giudicare due ragazzi accusati di violenza sessuale contro una ventunenne (all’ epoca del fatto non era infatti un PM dell’ accusa, ma era il giudice che dovette esprimersi sul caso) riconobbe agli imputati l’ attenuante di essere stati provocati dagli indumenti succinti e dal fare disinibito della giovane vittima, assolvendoli dal reato penale, e riconoscendo alla vittima solo la legittimità della costituzione a parte civile, con diritto ad avere un risarcimento economico da quantificarsi, appunto, davanti ad un giudice civile.

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