EPISODIO 7

EPISODIO PRECEDENTE: https://gattocolsombrero.wordpress.com/2013/03/31/episodio-6/

STORIA COMPLETA: https://gattocolsombrero.wordpress.com/category/silvio-abberluscone-da-cantante-di-piano-bar-a-direttore-d-orchestra/

L’ anticamera dell’ ufficio di Carlo Rosina, direttore della banca omonima, in cui mio padre ha praticamente speso la sua intera vita lavorativa, trasuda lusso: pavimento in marmo bianco, posato a regola d’ arte e pulitissimo. Mi stanno facendo male gli occhi, nello sforzo di individuare le giunture fra una lastra e l’ altra, ma proprio non ci riesco. Qui devono spendere una piccola fortuna solo per pagare chi pulisce il pavimento. Le pareti sono ricoperte da stucco veneziano di colore rosso ed, addossate alle due pareti prive di porte, dieci pesanti sedie, cinque per lato, in mogano e pelle nera. A fare anticamera, siamo solo io e mio padre. Proprio all’ altezza del posto in cui son seduto io, è appesa una elegante cornice che racchiude la foto del Presidente della Repubblica, mentre, sul muro di fronte, due quadri: uno raffigurante la battaglia di Napoleone alle piramidi; l’ altro, una natura morta di pregevole fattura. La stanza ha due porte: una dà verso gli sportelli della banca, mentre l’ altra porta nell’ ufficio del direttore. Ed è proprio quest’ ultima porta ad aprirsi. Una elegante segretaria, con una gonna blu con spacco; camicetta in seta viola;  lunghi capelli raccolti poco sopra la nuca, a formare una sorta di “cipolla”, ed occhiali dalla montatura in osso, appuntiti, ci invita ad accomodarci nell’ ufficio del direttore:

“Prego, signori Abberluscone ! Il dottor Rosina è pronto a ricevervi”. Ha un sorriso smagliante, mentre ci rivolge l’ invito e, nel voltarsi con grazia per rientrare, le si intravede un polpaccio tonico e snello, mentre le forme del culo e la schiena mi causano una semierezione, non potendo proprio fare a meno di immaginarmela, seppur per un attimo, completamente nuda !
Seguiamo la ragazza, che va a sedersi dietro ad una scrivania subito alla destra della porta d’ ingresso. Mentre, esattamente di fronte a noi, si erge, in tutta la sua pomposità, la grande e massiccia scrivania di rovere, dietro la quale siede il dottor Rosina. Tre sedie sono sistemate di fronte a lui, delle quali una è già occupata da un tizio ben vestito, sì, ma di un’ eleganza leggermente trasandata. Indossa un completo grigio, con camicia bianca e cravatta nera. Ha i capelli neri, pettinati con la riga di lato, e stringe fra le mani una cartelletta di cartone. Dietro la scrivania, invece, perfettamente a proprio agio nel suo abito e camicia neri, con cravatta color panna a bande oblique nere, sta il direttore Rosina.
Appena entrati, il tizio in abito grigio si alza e ci si fa incontro, tendendoci la mano.
Signori, vi presento il signor Candela. Signor Candela, i signori Luigi e Silvio Abberluscone”. Appena ci avviciniamo di più, anche Rosina si leva dalla sua poltrona per stringerci la mano. Saluta mio padre con un cenno del capo, mentre si sofferma qualche istante in più su di me: sempre tenendomi stretta la mano, mi fa:

“E così tu sei il rampollo del mio caro amico Luigi. Da alcuni mesi, a Milano, si parla di un giovane furbacchione che è riuscito ad acquisire una intera zona edificabile a beneficio della EDILIZIA COSRUZIONI. A saperlo prima che eri così in gamba, ti avrei offerto di lavorare per me. Ma poco male: alla fine, Manganato, il boss della EDILIZIA, i suoi soldi li deposita sempre qui, per cui…. tutto torna sempre a noi, come una grande famiglia. Ma accomodatevi, ve ne prego !”

Ci sediamo, e per un attimo siamo in un silenzio totale, interrotto solo dal ticchettio del battere sui tasti della macchina da scrivere della segretaria. Ma dura poco, ed è Rosina a riprendere la parola:

“Dunque, caro Silvio, noi quattro siamo riuniti qui proprio per te. So che hai acquisto tutti i terreni edificabili della periferia di Rho, terreni che ora sono di proprietà della EDILIZIA COSTRUZIONI. Tutti meno uno. Un solo lotto è rimasto invenduto, e tra l’ altro, un lotto molto pregiato. So che il proprietario di quel terreno voleva, e vuole tuttora, venderlo, ma tu non sei andato a proporgli di acquistarlo. Tuo padre mi ha accennato che, in realtà, ti sei riservato quel lotto per te stesso: lo vuoi comprare tu. Hai dei progetti su quel terreno. Noi possiamo aiutarti a realizzare questi progetti, se ovviamente sono progetti validi. Vuoi illustrarci qual’ è la tua idea?”

“Oh, bè, direttore, in realtà non ho un progetto definito, su cosa vorrei fare, di quel terreno. L’ unica cosa che voglio è acquistarlo e costruirci qualcosa: un condominio, delle villette a schiera, un supermercato… non ha importanza. Quello che conta per me, ora, è riuscire ad assicurarmi quel terreno non come fine ultimo, ma come inizio: voglio iniziare acquistando quel terreno e costruendoci su qualcosa, per avviarmi alla carriera di costruttore edile”

“Benissimo” ghigna Rosina “in effetti, quel terreno è uno dei migliori di tutta l’ area, aldilà di quel che ci si costruirà sopra. La cosa migliore, sarebbe intanto assicurarcelo subito, per poi vedere cosa faranno sui terreni vicini, e quindi muoverci poi di conseguenza, andando a costruire qualcosa che gli altri non hanno ancora fatto. Ebbene, il signor Candela qui presente, si è già premurato di fissare un appuntamento col proprietario di quel lotto. Domani mattina alle dieci, è fissato il passaggio di proprietà, nell’ ufficio del notaio. Tu e Candela sarete soci in questo affare, mentre io sarò il vostro garante, dal punto di vista finanziario. Cosa mi dici? Ci stai?”

“Mmmmh ! Insomma ! Non mi sta dando certo il tempo di pensarci su. Con tutto il rispetto per lei, dottor Rosina, e per lei, signor Candela, ma mi state mettendo affianco un socio che neanche conosco, mentre io….”

“Fermo lì, Silvio” mi interrompe bruscamente Rosina, con un segno netto della mano “capisco perfettamente le tue perplessità. In una situazione diversa da questa, effettivamente, solo un folle accetterebbe uno sconosciuto come socio in affari, sopratutto in un affare del genere. Ma qui, sei in un ambiente protetto: ci siamo solo tu, tuo padre, ed io, che conosco tuo padre e la tua famiglia da oltre trent’ anni. Io mi getterei nel fuoco, per tuo padre, e sono convinto che lui farebbe altrettanto per me. Se ci sono al mondo due persone che possono definirsi TOTALMENTE ED INCONDIZIONATAMENTE FIDATE, l’ uno verso l’ altro, ebbene, quelli siamo io e tuo padre. Non proporrei mai un affare che non sia più che sicuro al figlio di quest’ uomo” mi fa, indicando mio padre, seduto accanto a me “e quanto a Candela, conosco da anni anche lui. Ed oltre a poter mettere la mano sul fuoco sulla sua assoluta lealtà ed affidabilità, il ruolo di Candela, nella vostra società, sarà prettamente di comodo. Candela è infatti un impresario già noto nell’ ambiente. Per cui, se ti presenti con lui come socio, ti sarà molto più facile convincere qualcuno a venderti qualcosa senza dover versare subito tutti i quattrini in contanti. Cosa che ti chiederebbero se ti presentassi da solo, in quanto, per quanto in gamba e sveglio tu possa essere, loro vedranno comunque solo un giovanotto con molte belle idee, ma con poche garanzie di poter onorare un eventuale debito. Invece con Candela come socio, e me come garante economico, nessuno si sognerà nemmeno lontanamente di sospettare una nostra morosità. Candela sarà tuo socio solo all’ inizio della transazione. Successivamente, siamo già d’ accordo che gli liquideremo la sua quota, e quindi tu sarai unico proprietario e disponente delle quote della società. Per cui, ti ripeto ora la domanda: ci stai?”

“Sì, dottor Rosina. Ho piena fiducia in lei e, dal momento che garantisce per lui, anche nel signor Candela. Domani mattina sarò felice di presentarmi col signor Candela nello studio notarile”

“Ottimo, allora possiamo brindare. ERIKA, TESORO ! PER FAVORE, PORTACI LA BOTTIGLIA DI CHAMPAGNE CHE HAI MESSO IN FRESCO, E QUATTRO BICCHIERI !”

La bella segretaria si alza ed esce sorridendo dall’ ufficio, per rientrare subito dopo con bottiglia e bicchieri. Rosina stappa la bottiglia e riempie i calici, proponendo lui il brindisi:

“Bene, signori, brindiamo, dunque ! Al nostro affare, ed al futuro di Silvio ! Che la sua strada possa essere sempre liscia e ben spianata !”

“CIN CIN !”

NOTA: i racconti e le storie di questo blog vengono pubblicati nel momento stesso in cui sono concepiti. Senza revisioni. Una volta terminati, la voglia di rollarmi una canna è tanta, da tralasciare persino il controllo ortografico. Per cui, il lettore potrebbe riscontrare delle incongruenze nei tempi, nei fatti e nelle circostanze fra un capitolo e l’ altro; o dei banali errori di sintassi e di grammatica. Questo perchè le storie di questo blog sono grezze, non hanno alcuna pretesa letteraria nè subiscono altro processo creativo che non sia l’ immediata stesura del testo. Mi scuso per gli eventuali errori ed inesattezze, ma tanto, alla fine, non avete mica pagato per leggermi, no? 😉

 

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