capitolo dieci- SALINA E MARCO

74770_407356469337823_1933169269_n

capitolo precedente: https://gattocolsombrero.wordpress.com/2012/12/16/sempre-marco/

capitoli pubblicati finora: https://gattocolsombrero.wordpress.com/category/storie-raccolte-dentro-e-fuori-di-me/roba-coca-e-piombo/

Eccomi arrivata, nel vicoletto che il mio spaccia s’ è scelto come centrale operativa. Sono tutta un fascio di nervi tesi: per il casino fatto con quei cinesi lì, certo… ma sopratutto, per l’ ansia di comprarmi della fottuta coca e filare a spararmela nella mia camera d’ albergo.
Giro l’ angolo, che quasi vado a sbattere contro uno che viene dalla direzione opposta. Un tossico, si capisce. Lo guardo in viso: sembra un pò scosso, anzi, pare proprio….non lo so….ma mi sembra alquanto agitato. La sua faccia è segnata da rughe, mentre dei radi capelli biondi gli cadono a ciuffi scompigliati, sulla fronte. Non mi sembra di averlo mai visto, eppure ha un’ aria vagamente familiare. Quegli occhi ! Azzurri, limpidi, con le pupille penetranti e nello stesso tempo sfuggenti, che mi fan pensare ai ragni. Quello sguardo ! Quante volte sono rimasta a perdermi dentro quegli occhi ! OH CRISTO ! Quel volto: ora me lo immagino liscio e con un pò più di carne, e coi capelli folti, più vaporosi e lunghi ! Mio dio ! Non può essere lui ! No, mai e poi mai nella vita !

-Salina !-

Ha aperto bocca ! Ha pronunciato il mio nome ! Mi conosce ! E solo un tossico, a Bologna, può conoscermi. Lo afferro per il collo e gli tiro una testata con tutta la forza che posso ! Lui crolla a terra, ed io comincio a scalciarlo ! L’ odio e la rabbia che nutro per questo essere spregevole, ora me li sento montare come una forza distruttrice inarrestabile. Sento una mano afferrarmi per una spalla:
-Per favore ! Non qui ! Non Qui-

Sfodero la Katana da dietro la spalla e gliela poggio di taglio sulla giugulare, a questo maghrebino del cazzo che, evidentemente, non è stato pago della lezione che si è presa nel nostro primo incontro:

-Dì un pò, coglione ! Non ti sono bastati due denti ed un braccio rotto? Devo staccarti anche la testa, eh? Ci metto un cazzo, sai?-
-No, no….per favore….-
-E ALLORA FATTI I CAZZI TUOI ! CE L’ HAI LA MIA COCA?-
-Sì, sì. Pronta, eccola !
-Devo assaggiarla, coglione? Lo sai cosa ti succede, se riprovi a darmi ancora merda?-
-Puoi assaggiare. Questa la migliore coca ! La migliore !-
-Bene, tieni i soldi, e sparisci !-
-Ma….per favore, io qui vendere. Tutti viene qui per comprare mia roba, se mandi via, io dove vende?-
-SPARISCI, PORCA LA MADONNA ! TORNA FRA MEZZ’ ORA, SE PROPRIO VUOI ! E NON FIATARE CON NESSUNO, STRONZO !

Il merdoso pusher gira i tacchi e se ne va ! Bene. Ora sono sola con questo ammasso di merda. Rinfodero la spada, e tiro fuori la beretta, inginocchiandomi sopra di lui:

-E così sei tu ! E così, sei proprio tu ! Cristo ! Mi sono sempre chiesta se eri ancora vivo, e che cosa ti avrei fatto, se ti avessi incontrato. Bè, credo che stiamo per scoprirlo. Di sicuro, ora come ora, non ho certo intenzioni amichevoli, verso di te !-
-Ascolta, Salina ! Lo so che muori dalla voglia di ammazzarmi ! Fallo pure ! Se può farti stare meglio, ammazzami ora ! Non merito altro. Sappi solo che, in tutti questi anni, la mia vita è stata un vero inferno. E non per la droga ! No ! Il rimorso per quello che ti ho fatto, mi ha distrutto ! Se mi ammazzi, forse farai finire di soffrire anche me.-

Mi alzo. Rido. Rido forte. Rido e piango:

-Il rimorso? IL RIMORSO? LA TUA VITA, RIDOTTA AD UN INFERNO….PER IL RIMORSO? MA BRUTTO FIGLIO DI PUTTANA? LO SAI COS’ E’ L’ INFERNO? L’ INFERNO E’ QUELLO CHE HO PASSATO IO QUANDO MI HAI VENDUTA ! L’ INFERNO SONO STATI GLI ANNI CHE HO SPESO PER FUGGIRE, E POI PER DIVENTARE QUELLA CHE SONO DIVENTATA ! CHE CAZZO NE SAI TU, DELL’ INFERNO? SOGNI MAI, LA NOTTE, TUTTI QUEI PORCI PUZZOLENTI CHE MI HANNO VIOLENTATA QUANDO TU MI HAI FATTA PROSTITUIRE E POI MI HAI VENDUTA A QUELL’ ORGANIZZAZZIONE DI ALBANESI? PEZZO DI MERDAAAA !-

E scalcio ! Scalcio alla cieca ! Lui si rannicchia in posizione fetale, e si copre la faccia con le braccia. Ma mi basta assestargli un calcio bei reni, e deve aprirsi. Ed allora, lo colpisco in piena faccia ! Gliela voglio ridurre in poltiglia, quella faccia di cazzo ! Lo scalcio e vedo il suo sangue schizzare. Mi fermo solo quando le punte dei miei anfibi diventano completamente rosse.
Ammiro la mia opera: praticamente, la faccia non si vede più, coperta com’ è di sangue. I suoi abiti sono stracciati, e si possono vedere i lividi ed i tagli sulle braccia, le gambe, i fianchi. Mi siedo sopra di lui

-Sei pronto, Marco? Sei pronto ? Sto per ammazzarti !- Gli dico puntandogli la pistola alla tempia-
-Sono pronto. Premi il grilletto, Salina-

Sto per farlo. Sto per premere il grilletto. Ma tremo. Sto tremando, perchè….. perchè…. no. Non voglio ucciderlo ! Odio quest’ uomo, ma non riesco a trovare la forza per ammazzarlo !

-Alzati, figlio di puttana !- gli dico, sollevandolo per le ascelle e rimettendolo in piedi -Ce la fai a camminare?-
-Penso di sì. sì.-
-Pezzo di merda, nemmeno un osso, ti ho rotto ! Quando avresti meritato che ti facessi saltare le cervella !-

Lo aiuto a muoversi. Usciamo su viale Indipendenza, e da lì, ci dirigiamo verso il mio hotel, che non dista molto. Il portiere, però, pare abbia qualcosa da ridire, sull’ aspetto di Marco.

-Signora… quest’ uomo… non è un ospite dell’ hotel. Nè posso farlo entrare, in quelle condizioni !-
-Quest’ uomo è ospite mio, lo porto in camera mia.-
-Non credo sia regolamentare….-
-Stammi a sentire, stupido idiota ! Con quello che vi pago, fareste meglio a non rompermi i coglioni. Quest’ uomo viene in camera con me. Informa il direttore, fai quel cazzo che vuoi. Digli che pagherò un extra. E fammi arrivare subito in camera bende, cerotti e disinfettanti. Ed una bottiglia di whiskey !-
-Ma… a me sembra che questo signore, abbia più biogno di un pronto soccorso…-
-Sono io il suo pronto soccorso. Tu fatti i cazzi tuoi, e non te lo ripeto più !-

Mi porto Marco in camera, e poco dopo, arrivano i medicinali e la bottiglia che avevo chiesto. Non posso ancora credere che questo bastardo sia rientrato nella mia vita ! E che lo sto addirittura curando, invece di ammazzarlo ! Oh, ma ci sarà tempo ! Vivrà ! Ma solo per rimpiangere di non essere morto subito !

NOTA: i racconti e le storie di questo blog vengono pubblicati nel momento stesso in cui sono concepiti. Senza revisioni. Una volta terminati, la voglia di rollarmi una canna è tanta, da tralasciare persino il controllo ortografico. Per cui, il lettore potrebbe riscontrare delle incongruenze nei tempi, nei fatti e nelle circostanze fra un capitolo e l’ altro; o dei banali errori di sintassi e di grammatica. Questo perchè le storie di questo blog sono grezze, non hanno alcuna pretesa letteraria nè subiscono altro processo creativo che non sia l’ immediata stesura del testo. Mi scuso per gli eventuali errori ed inesattezze, ma tanto, alla fine, non avete mica pagato per leggermi, no? ;-)

Annunci

Un pensiero su “capitolo dieci- SALINA E MARCO

  1. Pingback: CAPITOLO UNDICI – C’è una strada che non finisce mai | er blog der gatto col sombrero

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...