EPISODIO #4

silvio
Le urla del caporale ci danno la sveglia ! Comincia così il mio terzo giorno da militare di leva. L’ arrivo della cartolina precetto, il 24 gennaio, è stato, per me, come un fulmine a ciel sereno ! Non che non l’ aspettassi, ma non  certo così presto: il 29 dello stesso mese, mi sarei dovuto presentare nella caserma dei bersaglieri ad Udine.

Ho telefonato subito a Grazia (la signora che mi scopai la notte della vigilia di Natale e che ho continuato a sbattermi regolarmente anche nei giorni successivi):
-Grazia ! E’ arrivata ! Il 29 devo essere ad Udine, per il servizio di leva !-
-Oh, povero ciccino ! Ma non ti preoccupare ! Te l’ ho già detto: Ho chiesto a mio marito di aiutarti, e lui mi ha assicurato di essersi già attivato. Sai, anche lui ha un debole per te ! Gli sei piaciuto molto, come musicista !-.
-Bè, purchè non mi chieda anche lui di scopare !-
-Ahahah ! Che matto sei ! Stai tranquillo ! Tu devi scoparti solo me ! Almeno finchè non trovo un altro amante !-. L’ ho sentita ridere a questa battuta troiesca, ma senza riuscire a farmi contagiare dal suo ottimismo.
Dopo l’ alzabandiera e la colazione, un sottoufficiale grida un elenco di nomi, fra cui il mio. Dice che quelli che ha chiamato devono prepararsi a passare la mattinata all’ ospedale militare. Forse ci siamo !

All’ ospedale  fa un freddo della madonna ! Mi tocca aspettare un bel pò, prima che il nome SILVIO ABBERLUSCONE venga gridato dall’ infermiere.
Entro in un ambulatorio squallido e spoglio, e freddo come il resto dell’ edificio. Il medico, un tipo di mezz’ età con un fisico da budino, indossa il cappotto sotto il camice:
-Dunque lei è Silvio Abberluscone?-
-Precisamente !-
-Bene, Abberluscone. Non so come abbia superato la visita di leva, ma io, qui, mi vedo costretto a dichiararla inidoneo al servizio militare. Lei è alto un metro e 53: troppo poco per entrare nell’ esercito !-
-Ma veramente…..sarei 1,63….-
-Stammi a sentire, giovanotto ! E’ inutile girarci intorno ! Tu sai ed io so che non farai il militare. Il tuo santo protettore, chiamiamolo così, si è raccomandato affinchè tu venissi rimandato a casa. Ora, dal momento che sei sano come un pesce, se vuoi andare a casa subito, l’ unica è barare sull’ altezza. A meno che tu non voglia rimanere qualche altra settimana, finchè non mi invento qualcos’ altro !-
-Oh, nossignore ! Effettivamente sono solo 1,53. Peccato, avrei davvero voluto fare il militare, ma se le regole son queste….-
-Risparmiati l’ ironia ! Questo è il tuo certificato ! Fatti portare in fureria, ed in serata avrai il congedo-

Rientro a Milano in tarda serata. I tre giorni in quella puzzolente caserma mi han messo addosso una stanchezza pazzesca, ma ho comunque voglia di festeggiare lo scampato pericolo. Per cui telefono a Marcello Dell’ Otre e Fedele Gonfalone per una bevuta da me. Dopo mezz’ ora, sono entrambi  già a casa mia. Marcello sembra sinceramente felice per me:
-E così ce l’ hai fatta, eh, piccolo marpione?-
-Già ! E’ questa la differenza fra me e voi: io, il mio uccello, lo infilo quasi sempre dove troverò convenienza !-
-Bè, ce l’ ho io, una proposta conveniente per te- mi fa Marcello- e non dovrai nemmeno infilarmi il cazzo nel culo, per goderne i vantaggi !-
-Oh, bè, son tutto orecchi !-
-Allora spalancali bene: ci sta questo conoscente di mio zio, un uomo d’ affari palermitano, che ha appena messo su una impresa di costruzioni, qui a Milano. Ha bisogno però di collaboratori svegli, in gamba e dalla parlantina sciolta. In particolare, avrebbe bisogno di acquisire dei terreni alla periferia di Rho. Chiaramente i terreni non sono in vendita, perciò qualcuno dovrà convincere i proprietari a venderli,  sti cazzo di terreni. Ora, se fossimo a Palermo, non ci sarebbero problemi: lì la gente sa che non è salutare dire di no a questa persona. Ma qua a Milano è diverso: non è possibile usare certi mezzi, come in Sicilia, per convincere la gente. Lì i messaggeri dell’ impresa costruttrice arrivano con la coppola e la lupara, e riescono a far ragionare anche i più testardi. Ma qua a Milano non si può far così. Per cui, da questi proprietari, ci dovrà andare uno ben sbarbato, ben vestito e con una gran faccia da puttana, ad offrire dei soldi perchè queste persone così attaccate ai beni materiali si convincano a cederli, per il bene della collettività. Mi son già premurato di fare il tuo nome e garantire per te. Fai sloggiare quei fitusi, Silvio, e farai una piccola fortuna !-
-Oh, non so se posso essere in grado….-
-Sì che sei in grado, non fare il modesto, cazzo !-
-E che ci guadagno?-
-Un milione per ogni ettaro acquisito. L’ intera area è di 110 ettari !-
-Fischia ! Ma…perchè non lo fai tu?-
-Perchè io sono ufficialmente il proprietario dell’ impresa. Solo come prestanome, ovviamente, ma il mio ruolo è già definito !-
-Non lo so, Marcello. Davvero, ora che ho scongiurato il militare, voglio darmi una mossa e prendermi questa cazzo di laurea…-
-Silvio, guarda che non devi andare a lavorare in un ufficio. Non  devi timbrare cartellini, nè lavorare 8 ore al giorno. Si tratta di far visita a questi proprietari, e convincerli a sloggiare, sventolandogli sotto il naso il contante che ti verrà fornito per lo scopo. Puoi organizzarti tranquillamente secondo i tuoi impegni e le tue esigenze ! Andiamo, coglione ! Ti ho forse mai dato delle dritte scadenti?-
-Bè, finora, mi hai solo portato bene ! Ok, ci sto !
-Grande ! Domani mattina alle nove, presentati negli uffici della “Edilizia Costruzioni” e chiedi di Tano Manganato. Dì che sei l’ amico di Marcello, e lui ti dirà cosa dovrai fare-

Riempio nuovamente i bicchieri, ed alzo il mio in aria, imitato da Fedele e da Marcello:
-Alla nostra, ragazzi ! Al nostro presente, ma sopratutto, al nostro futuro !
-Cin Cin !

NOTA: i racconti e le storie di questo blog vengono pubblicati nel momento stesso in cui sono concepiti. Senza revisioni. Una volta terminati, la voglia di rollarmi una canna è tanta, da tralasciare persino il controllo ortografico. Per cui, il lettore potrebbe riscontrare delle incongruenze nei tempi, nei fatti e nelle circostanze fra un capitolo e l’ altro; o dei banali errori di sintassi e di grammatica. Questo perchè le storie di questo blog sono grezze, non hanno alcuna pretesa letteraria nè subiscono altro processo creativo che non sia l’ immediata stesura del testo. Mi scuso per gli eventuali errori ed inesattezze, ma tanto, alla fine, non avete mica pagato per leggermi, no? 😉

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