EPISODIO #3

silvio

-Magica questa serata, eh, Fedele?-

-Ahaha ! puoi dirlo forte, pezzo di nano ! A proposito: Buon Natale, coglionazzo !-

Oh, certo che sarà un buon Natale. Un grande Natale ! Il migliore della mia vita ! Non solo siamo stati ingaggiati per suonare al CULT PEOPLE, il ristorante più “in” di Milano, proprio il giorno della vigilia, ma abbiam fatto una performance indimenticabile ! Vedere tutti quei clienti danarosi  mangiare quasi distrattamente solo per ascoltarci, e tutte quelle donne impellicciate cantare insieme a noi e tamburellare il ritmo delle nostre canzoni con le posate, è qualcosa che non dimenticherò tanto presto ! Avrebbero potuto servirgli dello sterco di maiale, che non ci avrebbero fatto nemmeno caso, tanto erano presi dalla nostra musica, credetemi !
Entrare a far parte della band di Fedele Gonfalone è stato veramente un gran colpo ! Ho praticamente passato tutta l’ estate a spassarmela in crociera, e mi pagavano pure ! E gli ultimi quattro mesi passati a suonare nei più bei locali della città…. bè, ci sono decisamente modi peggiori per guadagnarsi da vivere ! Come vendere aspirapolveri, per esempio ! Ed invece fanculo le aspirapolveri Fauno ! Non ho più bisogno di pregare delle stupide massaie affinchè comprino  quelle orribili scope elettriche, per proviggioni da fame ! Ora sono il tastierista e vocalist della più richiesta cover-band di Milano. Niente più porte sbattute in faccia ! Ora le mogli di imprenditori, manager, politici e banchieri mi spalancano sempre più spesso le porte delle loro camere da letto ! Il che mi ricorda che ho giusto in tasca la chiave di una lussuosa suite, dove mi attende una signora bella, ricca, e sopratutto sola, giacchè il marito sarà già in volo per Roma, in modo da potersi presentare fra qualche ora ad un pranzo d’ affari ! Che cazzo te ne fai di un conto in banca a nove zeri, se poi devi passare il giorno di Natale a parlar di lavoro con delle vecchie mummie, mentre tua moglie si scopa un musicista?
Per cui, mi congedo da Fedele e dal resto del gruppo:
-Oh, ragazzi ! E’ stato bello, ma adesso devo proprio andare. Ho promesso un concerto privato ad una gentile signora, e non ho certo intenzione di farla aspettare !
-Ah sì? E fammi indovinare: scommetto che, alla sciura, le suonerai la tromba !
Ci sganasciamo di risate e ci sfondiamo le schiene a furor di pacche, ma, per quanto gradevole e divertente sia la compagnia di questi ragazzi, non ho certo intenzione di lasciarmi sfuggire un inzuppo con una figa costosa come quella che mi ha rimorchiato. Così, mi fiondo subito in strada e quindi in taxi.

In meno di dieci minuti, son qui, davanti all’ ingresso dell’ Hilton. Un elegante ed imponente portiere di colore mi accoglie con un formale “buonasera”, mentre varco la soglia della hall. Sono venuto, qualche volta, a bere al bar di questo hotel, giusto per concedermi il piacere, e l’ illusione, di far parte del jet set. Ho anche ripromesso a me stesso che, prima o poi, quando dovrò viaggiare, passerò le notti solo in posti del genere. Ma non avrei mai immaginato che ci sarei arrivato così presto. Se poi mi avessero detto che la notte all’ Hilton l’ avrei passata nella stanza di una bellissima miliardaria, ed a sue spese, l’ avrei presa come una presa per il culo e, quindi, come un’ offesa personale. Invece, sta accadendo per davvero, a me, in questo momento. E lei è lì, al banco del bar, voltata verso l’ ingresso, che si scioglie in un raggiante sorriso, non appena mi addocchia:
-Ehilà ! Ti stavo aspettando. Cominciavo a temere che avresti preferito correr dietro a qualche cameriera !-
-Neanche per idea, mia cara ! Questa notte voglio solo te e nessun’ altra. Se ho fatto un pò tardi, è solo per raccogliere gli strumenti a fare un brindisi con i ragazzi della band !-
-Bè, allora adesso, unisciti al mio, di brindisi. Non vorrai farmi bere da sola?-

Ordino al barman una vodka tonic, mentre la mia bella signora fa un bis col martini. Deve aver bevuto già molto, stasera. Ricordo di averla vista far fuori una bottiglia di vino, due calici di champagne ed un  abbondante brandy, assieme a suo marito, mentre  cenavano al ristorante, durante il nostro concerto. E’ stata decisamente una piacevolissima sorpresa quando, approfittando di una pausa durante lo show, si è avvicinata a me ed ha preso a complimentarsi. Ma per poco non rimanevo paralizzato dallo shock quando mi ha messo in mano una chiave:
“Questa è la chiave della mia camera all’ Hilton. Mio marito ha un volo per Roma, fra mezz’ ora, ed io odio dormire da sola. Se non verrai, io non avrò la chiave per entrare in camera mia. E tu non vuoi far dormire per strada una signora, vero?”
Malgrado abbia già bevuto una discreta quantità di alcool, è ancora perfettamente lucida e non è apparentemente alterata. Le si nota solo un leggero rossore sotto gli occhi, ma che la rende ancor più bella. E’ proprio una magnifica donna: di età indefinibile, ma sicuramente più vicina ai quaranta che ai trenta, capelli biondo platino ad incorniciare un viso ovale, da adolescente. Ha delle rughette d’ espressione appena visibili intorno agli occhi azzurri, che risaltano quando sorride. Appena un filo di trucco, quel tanto che basta per farti notare ancor di più come lei, di trucco, non ne abbia affatto bisogno. Indossa un vestito da sera turchese, lungo fino alle caviglie, ed un visone aperto che lascia intravedere un abbondante decoltè. E’ molto formosa, ma non grassa. Sto cercando di trattenermi e comportarmi da gentiluomo, evitando di farle notare che ho il cazzo già duro. Ma evidentemente, lei non è una donna che ama i convenevoli, visto che, ora, mi sta accarezzando una coscia, e mi ha già afferrato l’ attrezzo:
-Ehi ! A quanto pare, ti piaccio sul serio, eh?-
-Solo un finocchio potrebbe rimanerti indifferente !-
Per i suoi occhi passa come un lampo, e sul suo viso appare un’ espressione libidinosa che contrasta un pò con la sua aria quasi angelica:
-Accompagnami in camera, Silvio. Metti a letto questa bambina !-

Ci leviamo in piedi, salutiamo il barman, e ci avviamo verso l’ ascensore. Mi sento un pò a disagio, di fianco a lei. Ho sempre avuto il complesso dell’ altezza, dato che io sono un metro e sessantatrè, mentre lei, che è già lunga di suo, indossa dei tacchi che sembrano due trampoli. Son sicuro che tutti gli occhi degli ospiti nella hall sono puntati su di noi. Magari qualcuno ironizzerà sulla differenza di altezza, ma intanto si staran rodendo il fegato dall’ invidia, e chissà cosa darebbero per essere al posto mio !
Cominciamo già a sbranarci in ascensore. L’ entusiasmo che ci mette nel pomiciare è decisamente promettente. Percorriamo i pochi metri che separano la porta dell’ ascensore dalla sua camera praticamente senza staccarci. Infilo la chiave nella toppa (fra poco me la chiavo nella topa !) e siamo dentro (presto le sarò dentro !). Chiudo la porta con un calcio, e ci spogliamo a vicenda, con fretta, quasi con violenza. Le tiro giù il vestito e le stacco il reggiseno, snudando due tette enormi ma incredibilmente solide ! Per un attimo, affondo  la faccia in quelle magnifiche pere, poi prendo a stuzzicarle i capezzoli. Glieli mordicchio, li succhio, li pizzico. Lei si lascia uscire dei pigolii, poi si abbassa, mi sbottona i calzoni e si prende il mio uccello in mano. Lo guarda per un paio di secondi, quindi comincia a succhiarmelo. Oh, sì ! I pompini li sa fare ! Non che ne avessi mai dubitato ! Ora si stende sul letto e si denuda completamente. Ha una folta peluria bionda sul pube. Le ficco un dito nella figa, e comincio a succhiare ad a baciare avidamente il suo clito. Mi lascia fare per un pò, gemendo, ma poi, con una brusca manata, allontana la mia testa da sè. Per un secondo, ho paura che abbia cambiato idea, ma invece no:
-Scopami, Silvio ! Dammelo adesso ! Dopo potrai leccarmi e succhiarmi tutto il tempo che vuoi, ma adesso sbattimi e basta !-
Bè, non intendo farmi pregare oltre. Le entro dentro. E’ calda e stretta, ma scivolo bene, tanto è bagnata. Io vorrei cominciare lentamente e portarla per le lunghe, ma lei inizia a spingere con forza il suo bacino, mentre con un dito si sgrilletta. A questo punto, mi lascio prendere dal suo ritmo, ed in men che non si dica siamo qui, a martellarci come due dannati. Rallento un pò solo quando sento che sto per venire, ma appena lo stimolo se ne va, ci dò dentro con ancora più foga. Ho ormai il fiato corto, ma stringo i denti: voglio farla godere, questa baldraccona ! Si vede che le piace da impazzire, ma cazzo ! quanto ci mette a venire ! Poi, arriva ! Finalmente la sento urlare mentre si dimena ancor più forte, sotto di me. Spalanco bene gli occhi per ammirare la sua espressione di godimento, e nel vederla tutta rossa in viso, con un’ espressione estasiata stampata in volto , eccomi che vengo anch’ io ! Faccio per tirarmi fuori, ma lei incrocia le sue gambe dietro la mia schiena, e con la forza delle sue cosce, mi tiene attaccato a sè:
-No, non uscire adesso ! vieni ! Sborrami dentro !-
E sborro ! Spruzzo con tanta violenza, che potrei rimanere disidratato ! Sono sconquassato da un orgasmo poderoso ! Imponente ! Maestoso ! Le rigiro il cazzo dentro, sfregandomi la cappella contro le sue pareti vaginali, finchè non crollo sfinito sulle sue tettone !
-Lo sapevo- mi fa lei, ridendo ed ansimando -lo sapevo che mi avresti scopata a regola d’ arte. Ti ho letto subito ! Oh, Silvio, continua a scoparmi così, e potrai chiedermi quello che vuoi. Mio marito è potente ed ha amicizie influenti, e stravede per me ! Chiedimi quel che vuoi, ed io ti farò accontentare ! L’ unica cosa che io chiedo a te, è di scoparmi anche in futuro, come hai fatto oggi.-

Sto pensando che non sarà certo un sacrificio, scoparmela. Il vero sacrificio sarà NON scoparmela: con l’ anno che sta per cominciare, non potrò più rimandare il servizio militare per motivi di studio, visto che ho già rinviato per tre anni. Chissà dove mi sbatteranno, a fare il soldato. Ma forse suo marito ha qualche conoscente al ministero della difesa? Son lì lì per chiederglielo, quando mi ricordo che, ancora, c’è qualcosa che non so di lei e , dal momento che, pare, ripeteremo  questo gradevole incontro, direi dovrei saperlo; per cui, le chiedo solo:-Ma dimmi….come ti chiami?-

NOTA: i racconti e le storie di questo blog vengono pubblicati nel momento stesso in cui sono concepiti. Senza revisioni. Una volta terminati, la voglia di rollarmi una canna è tanta, da tralasciare persino il controllo ortografico. Per cui, il lettore potrebbe riscontrare delle incongruenze nei tempi, nei fatti e nelle circostanze fra un capitolo e l’ altro; o dei banali errori di sintassi e di grammatica. Questo perchè le storie di questo blog sono grezze, non hanno alcuna pretesa letteraria nè subiscono altro processo creativo che non sia l’ immediata stesura del testo. Mi scuso per gli eventuali errori ed inesattezze, ma tanto, alla fine, non avete mica pagato per leggermi, no? ;-)

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