EPISODIO #1

silvio

“Devi farti gli affaracci tuoi ! Non impicciarti mai dei fatti di gente che è più in alto ed ha più potere di te !”

Chissà come mai, mi ritorna in mente proprio ora questo episodio: la prima ed unica volta in cui mio padre mi alzò le mani. Lui, un uomo sempre pacato e col controllo totale delle sue reazioni, quella volta andò completamente fuori dai gangheri, dopo che gli chiesi cosa ci faceva il suo datore di lavoro, insieme ad altri tre individui che parevano tutto, meno che uomini d’ affari (affari puliti, perlomeno), a confabulare nel nostro salotto intorno ad un paio di ventiquattrore aperte e zeppe di mazzette da centomila lire.

“Come diamine pensi che io sia diventato direttore della banca dove lavoro, eh? Forse solamente sgobbando come un coglione? Tieni a mente bene queste parole, figliolo: il lavoro è una gran cosa, ma è sufficiente a malapena a mantenere una famiglia. Se vuoi permetterti le cose belle e che costano bei soldi, devi servire le persone giuste al momento giusto. Il mio direttore è la persona giusta. Questo, ora, è uno dei momenti giusti per servirlo. In futuro, lui mi ricambierà, come ha sempre fatto, ed io potrò permettere a te ed ai tuoi fratelli il meglio ed ancora il meglio ! Quest’ anno ti diplomerai, ed io voglio che tu continui a studiare alla Bocconi, e non in una insulsa università statale. Figliolo, quel che faccio, è per te ed i tuoi fratelli e sorelle. Io non potrò mai essere nulla di più che un direttore di banca un pò più ricco dei miei colleghi, ma voi, almeno uno di voi, diventerà una personalità importante, di quelle che fanno la storia. Voi dovrete metterci il vostro talento, ma intanto io non vi farò mancare mai i mezzi materiali per arrivare”

Ricordo chiaramente cosa gli risposi: “Allora grazie, ma penso che mi iscriverò all’ Università Statale”.
Probabile che, quando tenni fede alla mia parola, gli abbia dato il maggior dispiacere della sua vita. O forse fu maggiore la sua delusione nel sapere che io, testardamente, pur di non soddisfarlo, mi misi a vendere spazzole elettriche, suonare nei cabaret e fare fotografie ai funerali, per mantenermi gli studi.
Bè, se non altro, dopo la mia laurea, ci riappacificammo. Avevo solo bisogno di qualche anno per disintossicarmi dal veleno degli idealismi e capire che, per fare soldi, per diventare qualcuno, gli ideali e gli scrupoli non servono. Dopodicchè, fui pronto a sfruttare gli agganci e le conoscenze di mio padre. Di tutti i suoi figli, evidentemente quello destinato a farcela, quello col talento ero io. Ma è certo che non sarei diventato Silvio Abberluscone, se avessi dovuto contare solo sul mio talento. Fu mio padre a preparare la mia rampa di lancio, ed io gli sono stato sempre devoto, per avermi dato l’ occasione di vivere la vita che ho vissuto finora.
Ad ogni modo, il ricordo di quella lite col vecchio, mi demoralizza un attimino. Ho anche l’ impressione che mi si stia ammosciando un pò il cazzo, malgrado il viagra preso per pararmi il culo da brutte sorprese. C’ è da dire che ancora mi si rizza, malgrado i miei settant’ anni. Ma a volte capita che non mi venga bello duro duro. E’ fisiologico, per la mia età. Ma stasera, con tutto questo ben di dio, potevo forse permettermi di restare mezzo moscio? Sabina e Lele si son veramente superati, stavolta, con le ragazze ! Veramente delle gran belle figliole, e tutte molto porche ! Eh sì, questa è veramente una gran bella festa !
La ragazzina che mi sta spompinando, sembra essersi accorta del mio breve momento di disagio. Questa qui è proprio una furbetta !

Cosa c’ è, papi? Ti sento distante. Forse non ti piaccio più? Vuoi che vada via? Vuoi chiamare un’ altra ragazza?”

Il suono della sua voce mi riporta subito alla realtà. La vista di quel faccino birichino attorno al mio tarallo, mi ridà subito vigore:

“Neanche per sogno ! Scusami, mi ero solo distratto un attimo, non sei tu il problema. Anzi, ti dirò, non c’ è proprio nessun problema, tesoro !”

“Già. Chissà quanti pensieri devi avere, tu ! Ma non stasera ! Stasera non devi pensare a niente ! Stasera sono qua io, ci penso io a prendermi cura di te ! tu devi solo rilassarti e lasciarmi fare !”

“Già. Ma dimmi, com’ è che ti chiami?”

Lei mi sorride maliziosamente: “Ruby. Mi chiamano tutti così !”.
E comincia a darci dentro sul serio. Ora è a cavalcioni su di me. Si infila dentro il mio cazzo, ed io, bè, sono in estasi ! Quelle belle tettone che ballonzolano ai suoi movimenti, la sua espressione ed i suoi gridolini, quella fighetta così stretta e tonica, che quasi me lo strozza…. qua mi ci vuole un serio sforzo a non sborrare subito ! Provo a pensare ad altro: a tutte le persone che mi rompono i coglioni, tipo quegli stronzi di pseudo-giornalisti comunisti che tentano di farmi le pulci scavando nel mio passato e nei miei affari…. o quei magistrati teste di cazzo ( e comunisti pure loro !) che allestiscono una marea di processi contro di me per il solo piacere di vedermi in galera…. ma che cazzo gli ho fatto? Perchè ce l’ hanno tanto con me? Quel coglione di Di Paolo: ha scatenato un finimondo, ha rovinato la vita (ed in alcuni casi ha contribuito a troncarla definitivamente, la vita di qualcuno) di un sacco di miei cari amici, con quella sua indagine sulle mazzette. E tutto questo per cosa? Per metterlo in culo al sottoscritto ! Ha fatto terra bruciata di tutti i miei vecchi amici al governo e, non contento di avermi costretto a scendere personalmente in campo pur di salvarmi il collo, si è dato lui stesso alla politica ! Chiaro che non bastano tutti i Di Paola del mondo, per farla a me ! Mi fotto e continuerò a fottermi chiunque proverà ad intralciarmi come ora mi sto fottendo questa piccola puttana ! La piccola Ruby !
Lei è qui, sopra di me, che aumenta il ritmo ! Le sue unghiette si piantano nella carne del mio petto ! A questo punto, non posso più fare niente per rimandare la sborrata. Non potrei trattenermi nemmeno immaginando di ficcarlo nel culo a Rosy Bindi !
Vengo come un idrante, mentre il mio corpo è letteralmente sconquassato da convulsioni di puro piacere paradisiaco ! Fantastica ! questa Ruby, qui, è semplicemente F-A-N-T-A-S-T-I-C-A ! Mi si accoccola vicino, senza sfilarsi il mio cazzo che, lentamente, va ammosciandosi. Una chiavata coi fiocchi, non c’ è che dire ! Questa ragazzina si è veramente meritata un generoso extra !
Lentamente, torno sul pianeta terra. Adesso mi guardo intorno. C’ è altra gente con noi, in questa stanza. Sprofondato su una poltrona, dietro di me, vedo Fedele che sta tagliando delle righe di coca per sè e per la ragazza avvinghita a lui. Sono entrambi ancora vestiti, per cui intuisco che anche stavolta Fedele è rimasto FEDELE (e già: un nome, una garanzia !) alla sua vecchia moglie. La mena sempre col fatto che lui è uno forte, che resiste alle tentazioni, che non tradisce la moglie. Sarà come dice lui, però, ogni volta che, ai nostri festini, oltre alla figa, gira pure la bamba, chissà perchè, cede alla bianca tentazione colombiana. Quanto al fatto di non tradire la moglie…. secondo me è una banale scusa per non ammettere che non gli si rizza più ! Ad ogni modo, ho troppa stima e rispetto di quest’ uomo per dirglielo. Il mio amico Fedele Gonfalone…. più che un amico: un fratello. Il primo ad aver veramente creduto in me, anche negli anni di relativa povertà, quando eravamo solo due giovincelli che sbarcavano il lunario facendo piano-bar. Ha cominciato ad accompagnarmi musicalmente col suo basso, ed ha continuato ad accompagnarmi per tutta la vita. Non è azzardato pensare che, senza Gonfalone, non ci sarebbe stato nemmeno Abberluscone ! Lui è stato sempre il più saggio e prudente, fra noi due. Ogni volta che ho rischiato di essere travolto dal mio stesso entusiasmo e dalla mia faccia tosta, arrivava lui, con il suo aplombe e la sua compostezza, a farmi fare retromarcia, prima che i miei slanci di vita ed il mio amore per il rischio, mi precipitassero dritto dritto nel baratro !
Alla mia destra stanno Marcello, altro mio compagno fraterno dai tempi dell’ università, e Cesare, colui che mi ha sempre spianato il terreno, fin dalla costituzione della mia prima impresa edile, la Edilombarda s.a.s., e che, qualche anno dopo, mi consentì di acquistare la stupenda villa che diventò il simbolo del mio potere, pagandola praticamente un cazzo ! Eh sì, non saremmo qui dentro a scopare, senza l’ intercessione di Cesare. Sia lui che Marcello hanno tutto il diritto di ingropparsi a due quel gran pezzo di gnocca che effettivamente si stan sbattendo a tutta birra, uno in figa e l’ altro in culo ! Qui, in questa stanza, il cuore di questa casa, la mia camera personale, sono assieme ai tre uomini, agli unici tre uomini, di cui mi fido come di me stesso, e per i quali farei qualsiasi cosa, anche a costo di perdere la mia vita e persino la mia libertà. Perchè, se c’ è un ideale, uno solo, che sia in me sopravvissuto al cinismo degli affari, dell’ alta finanza e della politica, è la dedizione, totale ed incrollabile, ai miei unici, veri amici !

Fuori da questa stanza, sparpagliati per i vari saloni e camere da letto, ci sono altri “amici” ! Tutti stan godendo della mia rinomata ospitalità. Tirano coca, scopano e bevono champagne. Alcuni di loro, presto usciranno dal giro delle mie grazie. Il primo a beccarsi un calcio nel culo, sarà sicuramente Lele Biondi. Oh, intendiamoci ! Nessuno è in gamba come lui, quando si tratta di riempire la mia casa ed il mio letto di figa giovane e disinibita. Ma sta perdendo la qualità per cui veramente lo apprezzavo: la discrezione ! Da quando i giornali di gossip hanno cominciato ad interessarsi a lui, si è montata la testa ! Anzicchè dribblarli e continuare a lavorare nell’ ombra per me, lui si è lasciato coinvolgere dalla loro propaganda. Il parrucchiere dei vip ! L’ agente delle soubrette ! Così lo chiamano ! E lui, in un paio di interviste, non ha mai nemmeno provato a smentire le ilazioni di quegli infidi gossippari che lo associavano alla mia persona ! Decisamente, Lele Biondi si sta trasformando in una mina vagante. Ma presto, la sua stessa ambizione se lo inculerà. Ed a me, basterà starmene lì fermo, senza muovere alcun filo in suo favore, come ho invece fatto in passato, per levarmelo definitivamente dalle palle !
L’ altro che se la prenderà nel culo è Emilio Aniello ! Quel coglione dimentica che io ho fatto di lui un uomo ricco, quando era un giornalista senza talento e con le pezze al culo appena sbattuto fuori dalla RAI. Io l’ ho tolto dalla merda ! Gli ho affidato addirittura la direzione di un telegiornale delle mie reti televisive, chiedendogli, in cambio, solo di non darmi il tormento come la maggior parte della stampa italiana. Ho fatto di lui il mio mezzo di propaganda giornalistica, ma lui non è stato nemmeno in grado di farlo bene ! Ha cominciato a leccarmi il culo pubblicamente, tanto da trasformare sè stesso, ed a volte anche me, in uno zimbello ! E malgrado la sua totale incapacità, l’ ho sempre tenuto lì, al suo posto ! Decisamente, dal nostro rapporto, quello che ci ha guadagnato è stato lui ! Ma nonostante ciò, il mio buoncuore mi ha sempre impedito di dargli il benservito. Fino ad ora. Adesso, si sta allargando eccesivamente. Ha addirittura avuto la faccia di bronzo di farmi il cazziatone davanti ai miei ospiti, stasera, perchè non gli ho permesso di scoparsi la sua troia in questa camera, con me, Marcello, Fedele e  Cesare ! Veramente troppo, troppo oltre per la mia pazienza, volersi mettere, lui, sullo stesso piano di Fedele, Cesare, Marcello e, quindi, anche mio !

Ma fanculo i pensieri tristi ! Questa è una serata troppo bella, per farmela rovinare da due viscidi opportunisti ! Mi godo invece la vicinanza dei miei unici, veri amici. Mi godo il calore di questa puttanella Ruby, e mi assopisco con, in testa, ancora il consiglio di mio padre:

“Non impicciarti degli affari di chi ha più potere di te”

Bè, a questo punto, è un consiglio che non ha più troppo senso, oramai: nessuno, in Italia, ad oggi, ha più potere di me ! Ed è ora che lo capiscano anche gli stronzetti che, invece, continuano ad impicciarsi, dei miei affari ! Eccome se lo capiranno, papà ! Parola di Silvio Abberluscone !

NOTA: i racconti e le storie di questo blog vengono pubblicati nel momento stesso in cui sono concepiti. Senza revisioni. Una volta terminati, la voglia di rollarmi una canna è tanta, da tralasciare persino il controllo ortografico. Per cui, il lettore potrebbe riscontrare delle incongruenze nei tempi, nei fatti e nelle circostanze fra un capitolo e l’ altro; o dei banali errori di sintassi e di grammatica. Questo perchè le storie di questo blog sono grezze, non hanno alcuna pretesa letteraria nè subiscono altro processo creativo che non sia l’ immediata stesura del testo. Mi scuso per gli eventuali errori ed inesattezze, ma tanto, alla fine, non avete mica pagato per leggermi, no? 😉

 

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