HERAT INTITOLA IL SUO OSPEDALE A GINO STRADA

22-11-2012

Il sindaco di Herat, Barreneik Omar Zibbarask, ha ieri presieduto la cerimonia di inaugurazione del nuovo ospedale cittadino, costruito prevalentemente con fondi di ONG internazionali, fra cui le italiane MEDICI SENZA FRONTIERE ed ADOTTA UNA PIGOTTA.

Alla presenza delle autorità civili e militari locali, nonchè con una rappresentanza di militari italiani di stanza proprio ad Herat, è stato dunque presentato il nuovo ospedale della città, e sicuramente il più all’ avanguardia dell’ intero Afghanistan. Su un frontespizio proprio all’ entrata, si può leggere, nella lingua locale, l’ intitolazione: OSPEDALE GENERALE “GINO STRADA“, e, poco più in basso, un mezzobusto in marmo raffigurante proprio il fondatore di Emergency. E proprio in di questa scultura, il sindaco Zibbarask, vuol fare il simbolo dell’ Afghanistan che non si arrende all’ oscurantismo ed al fanatismo religioso dei talebani:

“Abbiamo ricevuto diverse minacce da gruppi armati facenti capo al movimento talebano, proprio in merito alla nostra volontà di edificare questa statua di Gino Strada (l’ integralismo talebano vieta qualsiasi culto iconografico, che sia religioso o laico. Praticamente sono contrari a statue e foto, tanto che, sulla fine degli anni ’90, distrussero tre grandi statue scolpite nella roccia, raffiguranti Buddha, risalenti a più di duemila anni fa. n.d.t.). Voglio far presente che i capi talebani non si sono opposti all’ intitolazione dell’ ospedale a Gino Strada, riconoscendone, di fatto, la grande opera umanitaria. Non di rado, infatti, gli ospedali di emergency hanno curato guerriglieri talebani feriti in scontri con le truppe alleate. Sono però fortemente contrari alla rappresentazione iconografica di Gino Strada, tanto che, già dopo le celebrazioni, proteggeremo il busto con sacchetti di sabbia, giacchè prevediamo che qualche estremista vorrà bersagliarlo con dei razzi”

Alla cerimonia, mancava proprio il protagonista, Gino Strada, che, in questi giorni, si trova in Italia. Raggiunto al telefono, ci ha detto solo di essere commosso, e, con una battuta, ha detto di aver “toccato ferro” (uso un eufemismo, poichè, al telefono, non ha detto “ferro”) alla notizia, in quanto, di solito, le strade e gli edifici, vengono intitolate ai morti. Ovviamente, noi auguriamo lunghissima vita a Gino Strada, e gli diciamo grazie a nome dell’ Italia che ancora non è del tutto marcia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...