LA LEGALITA’ E’ UNA TRUFFA. SIAMO TUTTI SALLUSTI.

E’ incessante il richiamo delle istituzioni alla affermazione ed al rispetto della legalita’. Ma cosa si nasconde dietro cio’?

La legalita’ e’ il semplice ripetto delle regole.

Le regole di una nazione sono stabilite dal parlamento e dal governo.

Ma chi sono parlamentari e governanti?

Sono semplicemente fiduciari dei poteri forti. Danno l’ illusione, tramite la democrazia, di essere legittimati dal popolo, ma in realtà devono la loro carriera politica ai grandi capitalisti, ai banchieri, agli industriali, ai grandi immobiliaristi, ai grandi proprietari terrieri, alle societa’ finanziarie, assicurative e commerciali, ed anche al clero. queste categorie sono quelli che, nel gergo, vengono definiti GRANDI ELETTORI: sia perchè portano grandi quantità di voti (pensate ad un grande industriale, che promuove un candidato politico: tutta la sua famiglia e gran parte dei suoi dipendenti voterà quel candidato. Stessa cosa succede spesso con il voto di scambio mafioso: le cosche portano pacchi di voti in cambio di appalti, collusioni con le istituzioni, riciclaggio, etc…).

Nel parlamento e nei governi, la gente comune, i precari ed i lavoratori dipendenti, NON SONO RAPPRESENTATI.

Prendiamo come esempio la LEGGE BIAGGI: fu voluta dai datori di lavoro, e non dai lavoratori. Le imprese hanno tutto da guadagnare dalla precarietà, dalla flessibilità, dai salari bassi (un lavoratore non può più saltare la barricata e diventare inprenditore: non ce la fa, a meno di farsi strozzare da banche o peggio da usurai) e della libertà di licenziamento. Non certo i lavoratori. Paradossalmente, il lavoro è un diritto sancito dalla costituzione, ma pretendere un lavoro sicur e stabile, oggi rasenta l’ illegalità.

L’ introduzione dell’ euro ha poi causato praticamente il raddoppiamento dei prezzi dei prodotti finiti, a beneficio dei grandi produttori di materie prime (il cui costo è al massimo adeguato all’ inflazione, secondo quelli che sono i dati ISTAT) e a discapito dei lavoratori dipendenti o piccoli possessori di partita IVA, che guadagnano l’ equibìvalente di quel che guadagnavano in lire. Questo ha aumentato a dismisura la disparita’ fra chi è vergognosamente ricco, e chi è povero. Mentre ch prima era benestante, ora è anch’ egli a rischio povertà (quando povero non lo è già diventato). Gli stati europei non hanno preso nessuna misura per contrastare questa ingiustizia, ritenendola legale.

Quando invece i lavoratori (come hanno fatto ieri ed oggi) scendono in piazza per rivendicare un adeguamento dei loro salari ed un miglioramento delle condizioni di vita, vengono considerati sovversivi, e lo Stato manda la polizia a menarli (e qui io mi chiedo quando si decideranno i poliziotti a passare dall’ altra parte della barricata, visto che anche loro sono una di quelle categorie

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