capitolo quinto-ODIO L’ INVERNO

https://gattocolsombrero.wordpress.com/2012/11/04/cinesi-napoletani-e-baudelaire/

Eccomi qua ! Dopo sei anni dal mio ultimo soggiorno in questa città, mi ritrovo a Bologna, a dar la caccia ad uno stupido cinese per conto di un boss della camorra napoletana. Certo che le cose sono cambiate: l’ ultima volta che son stata qui, ero una tossichella febbricitante e stracciona, che dormiva in un sacco a pelo in piazza Verdi, o nel retro stazione di via Carracci. Ora, invece, sono una specie di valchiria ben nutrita, ben addestrata, e molto letale. Certo, sono ancora una tossica. Ma è un dettaglio trascurabile, quando si hanno diversi conti in Svizzera e Lussemburgo con cifre a cinque zeri. Niente sacco a pelo nè marciapiedi ! Ho preso una stanza in uno dei migliori hotel della città. La scorta di ero me la son già fatta appena arrivata in città. Mi servirà, ma dopo. Perchè ora, quello che voglio, è cocaina, di quella buona. C’ è però un piccolo problema: non ho nessun contatto, qui, dunque mi toccherà scendere per strada, e dovrò sudare un pò, per evitare di acquistare la merda che spacciano questi maghrebini del cazzo ! Naturalmente non sarà un problema insormontabile !

Come prima tappa, vado alla Montagnola. Ma qui ci sono solo famigliole e gente che porta a passeggio il cane. Addocchio solo uno che ha l’ aria di essere un pusher. Mi avvicino e gli chiedo se ha coca. Niente ! Vende solo fumo. Allora me ne vado bel bella in via Zamboni, ed avvicino questo tunisino magro magro:
-Ehi, capo ! sto cercando coca. Tu ce n’ hai?
-Sì, io ne ho. Quanta ne vuoi?
-Fammi cinque buste, per ora. Ma attento a non darmi merda ! se hai merda, dimmelo subito, e non perdiamo tempo….
-Nonono ! io tiene solo coca buona ! Viene con me !

Mi porta in un vicolo appartato, e tira fuori cinque buste da un grammo l’ una.

-Fanno settanta a busta. 350 euro !

gli tolgo una butina di mano, e la apro, ed il coglione comincia a protestare

-CHE CAZZO FAI?? MUOVITI, CHE ARRIVANO GLI SBIRRI !!
-Stai calmo ! Ti ho detto che voglio controllare se è buona !
-BUONA ! MIA COCA E’ BUONA ! PAGA E VATTENE AFFANCULO !
Per me il coglione non esiste. Mi accingo ad aprire la busta, e che fa lo stronzo? Mi avvolge un braccio attorno al collo e mi punta un coltello alla gola !
-Con chi cazzo credi di avere a che fare, eh? Troia !! Adesso tu mi dai tutti i soldi che hai, e poi fai altra cosa per me !

Sorride, mettendo in mostra una fila di denti marci, mentre la mano che impugna il coltello scende giù fino ai miei jeans. Fa saltare un bottone…….e l’ attimo dopo caccia un urlo: gli ho spezzato mignolo ed anulare. Il coltello gli casca, molla la presa, mentre io gli afferro il polso, glielo torco. Sento uno scricchiolio di tendini ed ossa che si stirano e si spezzano. Mi prendo il resto del suo braccio, mi poggio il gomito su una spalla, ma mi fermo un attimo prima di spezzargli anche quell’ articolazione. Invece mi giro e gli dò un pugno sul naso. Nell’ attimo in cui lui casca a terra, io recupero il suo coltello e sono di nuovo su di lui, che gli pianto la lama sulla faccia, premendo quel tanto che basta da aprirgliela.

Ora il coglione si sta cagando addosso. Ed ha ragione, perchè la sua vita, a questo punto, vale meno della merda di cane che sta proprio accanto a lui. Avvicino la mia faccia alla sua, e sibilo come una serpe:
-Stammi a sentire, coglione: io non compro mai a scatola chiusa. Me la fai assaggiare o no, la tua fottuta coca?
-VA BENE ! VABENE ! ASSAGGIA, CAZZO !

Mi passo un pò di coca sulle gengive, e sento rimontarmi l’ incazzatura. Comincio a scalciarlo furiosamente:
-BRUTTO-TUNISINO-DI-MERDA……QUESTA TU LA CHIAMI COCA BUONA EH? ADESSO TI SCANNO COME IL PORCO MAIALE CHE SEI !
-NO, NO ! ASPETTA ! IO AVERE ALTRA COCA. PURA ! CE L’ HO ADDOSSO ! COCA PURA, NON TAGLIATA !
-e FAMMELA PROVARE, COGLIONEEE !!!- gli urlo mentre un altro calcio gli arriva in bocca, facendogli schizzare un dente
-TIENI, TIENI !!-mi porge un pacchettino, mentre trema e singhiozza come una checca ! Un altro duro di cartapesta ! Apro il pacchettino. Assaggio la coca. Inutile dire che non è pura neanche per il cazzo, ma almeno non è la merda che questo balordo stava cercando di incularmi due minuti fa.
Saranno dieci grammi, in tutto. Tiro fuori dalla tasca interna del mio giubbetto un mazzo di soldi. Conto 1500 euro, e glieli butto addosso.
-Tieni, coglione ! E’ più di quanto vale ! Ma te la pago. Io ti pago bene, e tu mi devi trattare bene, CHIAROOO??
-Si, si- scorreggia lui
-Ne hai ancora di coca così?
-Sì, ce n’ ho sempre !
-Bene, dammi il tuo numero di telefono ! Mi fermerò qui qualche giorno. Se ti comporti bene, io ti faccio guadagnare bene. Ma prova ad incularmi….
-No no no ! chiamami quando vuoi ! Ecco il numero
Me lo scrive su un tacquino, strappa il foglietto e me lo passa. Se mi sta prendendo per il culo…..tiro fuori il cell e compongo il numero. Il telefono squilla addosso a lui. Bene ! Ha capito la lezione. Gli passo altri 500 euro:
-Tieni. Vai da un dentista.

E senza dire altro, me ne torno in albergo.

Comincio i preparativi. Dapprima mi preparo la siringa di eroina. Poi prendo all’ incirca un grammo e mezzo di coca, e me lo sciolgo in un’ unica dose. Lo tiro su con un’ altra siringa. Mi stringo il laccio emostatico sul bicipite.
INVERNO DEL CAZZO ! Anche se la mia stanza è riscaldata, le mie vene se ne stanno in profondità e non vogliono saperne di affiorare. Faccio il primo buco all’ altezza del gomito, ma nella siringa non riesco ad aspirare sangue, segno che la vena non c’è. stacco il laccio e lo lego un pò più giù. Appaiono due vene dell’ avambraccio, mentre un rigolo di sangue mi scivola dal gomito sulle lenzuola. Buco una vena, ma questa si sposta. Tolgo l’ ago, lo ripianto.  Ancora una volta la vena balla. Allora passo all’ altro braccio. Buco, e finalmente  aspiro il sangue. Ma come spingo lo stantuffo, noto che la zona in cui sto iniettando si sta gonfiando ! CAZZO ! L’ HO PERSA DI NUOVO, E STO ANDANDO FUORI VENA !  ed i fuori vena di coca son cazzi ! estraggo la siringa, ed un altro fiotto di sangue fuoriesce copioso. Ora sì, devo fare in fretta, prima che il sangue nella siringa coaguli e tappi l’ ago, costringendomi a buttare una buona dose. Mi pulisco il sangue dal braccio su cui avevo provato a bucare prima. Ristringo il laccio e ribuco. Stavolta ci sono ! Spingo il liquido velocemente nel mio corpo, ed arriva la botta ! Le orecchie mi tintinnano forte, mentre una esplosione di stelle mi sale al cervello. Mi prende un forte senso di nausea. Il cuore và all’ impazzata !Respiro profondamente una, due, tre, cinque volte, finchè mi ricompongo un pò ! CAZZO, CHE BOTTA ! Mi alzo dal letto e comincio a passeggiare su e giù per la stanza, la siringa ancora piantata nel braccio.  Dò pugni al muro e caccio un urlo ! Poi mi ridistendo sul letto e comincio a masturbarmi. Vado avanti per un quarto d’ ora finchè, soddisfatta, prendo la siringa di eroina che mi ero preparata in precedenza. Tolgo l’ ago. Mi tolgo la siringa che ho nel braccio, lasciandoci però piantato l’ ago, a cui attacco la siringa con l’ eroina. Spingo lo stantuffo, facendo ben attenzione a non iniettarmi la bolla d’ aria. Immediatamente, la roba mi và in circolo, calmandomi di botto. Mi copro col lenzuolo e mi addormento soddisfatta, in una chiazza del mio stesso sangue.
Decisamente una stagione di merda, l’ inverno !

 

 

 

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