Capitolo quarto-CINESI, NAPOLETANI E BAUDELAIRE

https://gattocolsombrero.wordpress.com/2012/10/28/capitolo-terzo-marco/

…….Strani mondi dissolve l’ alba. Sogni bellissimi o incubi terrificanti, svaniscono o rinascono ai primi bagliori del sole. Qualcuno si sveglierà. Qualcun altro si addormenterà. Qualcuno uscirà da una camera da letto con le occhiaie ed un’ aria trasognata, ed il profumo di un ‘ amante ancora sulle mani. Strani mondi, quelli dell’ alba.
Le mie albe, somigliano sempre a quelle descritte da Baudelaire:

….per i viziosi l’ alba rosso vermiglio si associa all’ ideale tormentoso….

Proprio così sono le mie albe: rimanescenze di stravizi notturni. Rinascite di giorni tormentati. L’ unica cosa che manca è l’ ideale.Ho smesso molto presto di inseguire ideali. Il che è stato un bene, nella mia condizione: drogarsi, dormire, mangiare bere a volte scopare, drogarsi, ammazzare qualcuno di tanto in tanto, ed ancora drogarsi. In fondo non è male. Oh sì: a volte è spiacevole doversi portare a letto una pistola, quando molte ragazze della mia età ancora si portano i peluches.  Non è nemmeno piacevole il mio lavoro: ammazzare gente su commissione per conto dei boss della camorra; avere a che fare con personaggi vomitevoli durante le trattative: questa è la parte che odio. Ma in fondo, sono ben pagata e, cosa che mi piace ancor di più, sono temuta e rispettata. Nessuno rispetterebbe una tossica come me, se non fossi così brava ad uccidere. Ed a me piace essere temuta e rispettata. Forse mi piace più del denaro che guadagno e dell’ eroina e della cocaina che mi sparo in vena. Sì. La mia vera droga è il rispetto. Quello che mi è dovuto, chiaramente.
Questa particolare alba, però, è un pò seccante. Il sorgere del sole mi trova alla guida della mia nuova Audi A4, giusto mentre entro a Secondigliano. Che schifo ! Sono venuta pochissime volte a Napoli. Anche se i miei clienti sono tutti camorristi, le mie vittime designate sono sempre state baresi, o, al limite, extracomunitari. Bari fa già abbastanza schifo. Ma Napoli, ed i napoletani, mi fan vomitare ! Da ragazza, quando sentivo i miei coetanei parlar male dei napoletani, ne ero infastidita: per quel che mi riguardava, i napoletani erano persone come tutti, e chi ne parlava male, erano degli stupidi ignoranti pieni di preconcetti. Io, all’ epoca, mi consideravo una mente aperta ed antirazzista. Marco, il mio primo fidanzato, diceva che napoletani, baresi ed albanesi erano tutti della stessa razza bastarda. Ricordo che mi incazzavo di brutto, quando affermava ciò. Oggi, devo ammettere che, forse, è l’ unica cosa vera che mi avesse mai detto ! Oggi mi ritrovo a schifare i napoletani, il loro accento, la loro melodrammaticità, le loro stupide canzoni ed i loro stupidi cantanti, le loro donne con una chiavica al posto della bocca. Odio Napoli ed i napoletani. Ma mi guardo bene dal dirglielo, anche se non abbastanza da farglielo capire: in fondo, sono loro che mi pagano !
Non ho mai ammazzato un napoletano. Ma suppongo che risolverò presto questo aspetto della mia esperienza lavorativa. Sono stata convocata direttamente da questo grande boss di Secondigliano. Uno che, di solito, quando voleva farmi ammazzare qualcuno che gli stava sulle palle, mi mandava sempre un suo lacchè con le disposizioni ed il contante. E la vittima designata non era mai napoletana. Ma oggi mi ha convocata nientemeno che nel suo merdoso regno. E questo significa solo una cosa: dovrò fermarmi qualche giorno in questo immondizzaio, a localizzare ed ammazzare qualche suo rivale qui in zona. Spero solo che non sia uno difficile da trovare: odio questa puzza e non vedo l’ ora di telar via da qui.

Arrivo in questa piazza circondata da luridi casermoni, con contorno di cenciosi per la strada. Parcheggio e scendo dall’ auto. Questi pidocchiosi ce l’ hanno scritto sulla faccia, che come faccio per sparire dalla visuale, mi fregheranno la macchina. Meglio fargli capire subito che non sarebbe conveniente per la loro salute: mi levo il giubbetto, e metto ben in vista il gonfiore delle mie tette, ma sopratutto il manico della mia beretta che spunta dalla fondina allacciata al mio fianco. Automaticamente, tutti fanno un passo indietro, o inforcano le biciclette e vanno a farsi fottere altrove. Bene ! Non avrò problemi da questi pidocchiosi !
Individuo il palazzo in cui mi è stato dato l’ appuntamento. Anche se non avessi l’ indirizzo, è facile beccarlo: davanti all’ ingresso, sta un portiere gigantesco, con una giacca di buona sartoria, che stona terribilmente con la sua faccia stomachevole. Appena mi avvicino, noto che la giacca stona anche con il puzzo che emana ! Sto coglione ! Una altro porco allergico al sapone ! Mi sbarra la strada:
-Dove vai, cavallona?
-Togliti dalle palle ! ho appuntamento con lo zio !
-‘O saccio ! io sonto ommo do zio ! t’ accompagno io da lui ! Prego, dopo di me !
Lo seguo senza più degnarlo di una parola. Mi porta giù, negli scantinati, e per una serie di porticine e cunicoli. Sembra di scendere nelle fogne: il buio e la puzza son quelli ! Finalmente, arriviamo davanti ad un portone massiccio e blindato. Lui suona ad un videocitofono. Un altro scagnozzo, da dentro, ci apre. Bè, ora sì, che si capisce che siamo nel covo del boss ! Quadri, mobili e vasi da soli, devono valere quanto guadagnerò io in vent’ anni, se campo. E sì che io guadagno un sacco ! Ma che cazzo te ne fai, di tanto lusso, se poi devi nasconderti in un tugurio, che quando ne uscirai sarà solo per entrare in carcere o in una tomba? Veramente non li capisco, sti stronzi ! con i miliardi che hanno, potrebbero andarsene in qualche paese tropicale dove non vige l’ estradizione in Italia, e vivere da pascià. Invece restano qui, nella fogna, a vivere come topi, in un mare di oro e di merda ! Bella vita del cazzo !
Ad ogni modo, ora sono faccia a faccia col gran capo. Un ennesimo grassone, brutto da far paura. Ma a questo sì, che gli fiuti il pericolo da lontano ! A questo non mi azzarderei, di puntargli la pistola come feci col suo alleato in Puglia. Oddio, a meno che non mi faccia incazzare ! ma in quel caso, so che firmerei la mia condanna a morte. Comunque, è sufficientemente educato da non farmi incazzare.
-Ah ! Buongiorno, Salina ! M’ avevano detto che oltre ad essere la migliore killèr sulla piazza, eri pure ‘na bella guagliona ! Ma non t’ hanno fatto abbastanza onore. Siediti ! Gradisci un cappuccino, un croissant? Io sto giusto facendo colazione !
-Va bene un cognac, se non è troppo disturbo !
-No, no ! Nessun disturbo ! Gennaro, piglia ‘o cognac, e servi a Salina !
Una cosa devo dirla: ha il senso dell’ ospitalità, ed il cognac è dei migliori ! Ma ho comunque fretta di schiodare, perciò vado al dunque:
-Se per te va bene, vorrei mettermi subito al lavoro.
-Più che giusto ! Mi piace la gente che non perde tempo ! Gente come a me ! Tieni, è tutto qua. In questo dossier c’ è tutto quello che devi sapere sul tuo prossimo cliente. E se hai bisogno di qualsiasi cosa, questo è il numero di Gennaro, il mio uomo più diletto ! Chiama a lui per qualsiasi cosa ! E questo è il tuo onorario ! Ti sto dando tutto in anticipo, perchè mi hanno parlato tanto bene di te ! Dovrebbe bastare a coprire la tua parcella, più tutte le spese. Ma nel caso ti ritrovassi a spendere qualche extra, alla fine del lavoro presentami il conto, e saldiamo subito !
-Non ti offendi se li conto?
-E’ tuo diritto e facoltà.
Bè…un milione e trecentomila euro. Per coprire il mio onorario, lo copre ! mi chiedo quanto sia grosso, il pesce che mi si chiede di pescare, per pagarmelo così ! Dò una prima sfogliata al dossier, e vedo le foto. Insomma…mi sbagliavo, quando pensavo che avrei ammazzato il mio primo napoletano. A meno che non esistano napoletani con gli occhi a mandorla !

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