GLI ANIMALISTI SCREDITANO CHI AMA REALMENTE GLI ANIMALI

Quando, nel marzo scorso, gli ALF (Animal Liberation Front) svedesi annunciarono di aver dato fuoco ad un chiosco ambulante che vendeva hot dogs, la notizia è rimbalzata in tutto il mondo, grazie al tam tam informatico. Le reazioni dei pochi animalisti con la testa sulle spalle furono insufficienti a zittire coloro che esultavano per questo atto criminale e completamente inutile ai fini della causa animalista (tant’ è che tre mesi dopo, sedicenti attivisti ALF DE NOARTRI, annunciarono di aver incendiato un Burger King a Roma, notizia rivelatasi una bufala).
L’ aver ridotto sul lastrico un povero cristo che sbarcava il lunario vendendo panini nelle fredde serate scandinave, riempì di gioia quelli che sono dei pericolosi ignoranti.

Nevrosi e frustrazioni si annidano nell’ inconscio di queste persone, per poi scoppiare un giorno, rovinando secoli di civiltà.
L’ obiettivo dei talebanimalisti è distruggere tutto ciò che cozza col loro concetto di ETICA, mentre già molte madri rifiutano di vaccinare i propri figli, a causa della disinformazione animalista.
Oggi altri barbari attaccano allevamenti di cavie. Hanno già messo in ginocchio Green Hill, si preparano a fare altrettanto con la Harlan; diffondono i dati privati dei ricercatori, mettendoli alla mercè dei più scalmanati.

Il peggior nemico dell’ uomo è l’ ignoranza. E quando questa diventa arrogante e piena di sè, abbiamo a che fare con dei criminali che si potranno contrastare solo con l’ uso di una forza (dialettica, non fisica, si spera) tanto brutale quanto la loro stupidità . Ma i princìpi della democrazia privilegiano  la diplomazia ed il diritto. Cosa può fare la diplomazia davanti a cotanto fanatismo? A che vale un discorso razionale di fronte a quella che è una vera e propria fede cieca? Una sorta di religione?

Questi fondamentalisti agiscono in nome di una nuova ideologia: l’ ANTISPECISMO. In poche parole, essi assimilano il concetto di SPECISMO (vale a dire la distinzione fra specie animali) a quello di RAZZISMO (inteso come discriminazione in base a colore della pelle o provenienza geografica) e sono contrari ad ogni tipo di sfruttamento dell’ uomo sull’ animale: dai cibi di origine animale agli indumenti in lana e pelle; dall’ uso di animali da soma fino all’ utilizzo di cavie animali per la ricerca medica. Il loro ragionamento è questo: L’ ANIMALE E’ CONSIDERATO UN ESSERE SENZIENTE, E NESSUNA SPECIE HA DIRITTO DI PREVARICARNE UN’ ALTRA. Peccato che, in natura, OGNI SPECIE ANIMALE O VEGETALE NE SFRUTTA UN’ ALTRA PER SOPRAVVIVERE. L’ uomo ha imparato a trarre profitto da altre specie animali, inizialmente servendosene come cibo e vestiti, ed oggi come modelli per ricercare nuovi farmaci e cure mediche. Detto così può apparire crudele. Ma la crudeltà è un concetto tipicamente unanizzato. La tigre che comincia a mangiare la gazzella mentre è ancora viva non si pone il dilemma se ciò è crudele o meno. E del resto, non siamo nemmeno la sola specie a sfruttarne altre per fini che non siano esclusivamente alimentari: interessante ad esempio è il fenomeno delle formiche che allevano gli afidi per ricavarne una specie di melassa zuccherina.

Gli animalisti più fanatici, del resto, si caratterizzano per essere scarsamente colti ed intelligenti: magari hanno imparato a memoria interi capitoli di testi pseudo-scientifici, ma non ne hanno compreso nemmeno una parola.

Va poi tenuto presente che, dietro questi atti barbari, ci sta il dogmatismo tutt’ altro che disinteressato di personaggi politici (Brambilla docet) o “scienziati dissidenti” (Cagno, Tettamanti, Fedi) i quali affermano l’ esistenza di vie alternative alla sperimentazione animale ed altrettanto valide, senza tuttavia mai confrontare le loro idee in ambito accademico, ma facendosi lautamente pagare per tenere conferenze e pubblicare libri.

Intanto, bande di talebanimalisti imperversano sui social network, disturbando i siti e le pagine scientifiche, manipolando l’ informazione al fine di far boicottare le iniziative di raccolta fondi per la ricerca (fra poco ne potremo avere dimostrazione, con la maratona di telethon) ed addirittura travisando le parole di personaggi famosi (tipica è l’ appropriazione di un famoso aforisma  di Einstein, col quale lo scienziato criticava l’ uso della bomba atomica, travisato fino a farlo diventare una dichiarazione contro la sperimentazione su animali. Oppure affermare che il famoso oncologo Umberto Veronesi sia contrario alla sperimentazione animale, quando in realtà la ha solo “subappaltata” ad altri laboratori di ricerca, per poi utilizzarne i dati ricavati).

Ogni persona che ama realmente gli animali non dovrebbe mai stancarsi di prendere le distanze dal fanatismo bieco. E spetterebbe proprio a chi dedica il suo tempo, per lavoro o per volontariato, ribadire che il teppismo sia fisico che mediatico non ha nulla a che vedere con l’ amore per gli animali, poichè la pericolosa tendenza che si sta diffondendo è proprio quella di pensare agli animalisti tutti come persone ignoranti, violente ed irrazionali. Difatti solo una persona irrazionale può fomentare  violenza contro la ricerca medica, e poi far curare il suo animale domestico con farmaci che, a loro tempo, sono stati studiati ed introdotti proprio grazie alla sperimentazione animale.

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