ROBIN DELLE STELLE-capitolo quarto

La vita procede monotona sulla goletta che naviga fra gli spazi interstellari, a seguito della incredibile caduta attraverso un buco nero nel mar dei sargassi. I tre uomini a bordo, hanno l’ eternità, per cercare di tornare sulla terra. E si sà: l’ eternità è un tempo troppo lungo da far passare. Così, si cerca un diversivo. Ricordare gli amori lasciati, è un diversivo come un altro:

-Donne? grandi amori? Certo che ne ho lasciati, sulla terra. L’ amore più grande di tutti si chiamava Belle, ed il suo unico difetto era di non essermi fedele neanche un pò. E tu, mozzo O’ Flagherty?

-Io? Anch’ io ero innamorato, naturalmente…di una ragazza di Sheffield. Io sono nato a Sheffiled, sigor Jonah. Ed anche lei. Disgraziatamente, il padre si opponeva al nostro matrimonio, e allora… mi sono imbarcato come mozzo per dimenticarla. Si chiamava Susan. E voi, capitano Robin? Avete lasciato un amore, sulla terra?

-………

-Allora? non volete rispondermi, Capitano?-

-Io amavo il mare. Vedete quel mondo laggiù? A tribordo? Mi piacerebbe atterrare-

Il mozzo suona energicamente il flauto e la nave comincia ad atterrare dolcemente, mossa da una forza sconosciuta a quegli uomini che conoscono solo l’ energia del vento. Ed è proprio il mozzo, il primo a riprendere la parola:

-Signore, io non vorrei sbagliarmi….non vorrei proprio sbagliarmi, ma…..quella è l’ Inghilterra! La nostra Inghilterra! Siamo tornati!-

-Qui, su questa vecchia dannata isola, vive la mia Belle…-

-E la mia Susan!-

-E voi, capitano? Amavate soltanto il mare?-

-Su, sbarchiamo!- Jonah, impaziente come al solito, scende dalla goletta, sul prato erboso dove quest’ ultima era andata a planare, e non fa che pochi passi. Il cuore sembra scoppiargli in petto, alla visione che si presenta davanti ai suoi occhi di vecchio lupo di mare: -Ma….ma…tu….TU SEI BELLE!!!

Una ragazzotta grassoccia e dalla generoa scollatura lo saluta:

-Salve, Jonah!-

-Hurrà, gente! ho ritrovato Belle! la più infingarda ed esperta prostituta del Galles!-

Ma il giovane mozzo O’ Flagherty già non bada più all’ amico. Poco distante, una graziosa ragazzina coi capelli rossi e le lentiggini, si era avvicinata, per fermarsi, timidamente, a breve distanza.

-Tu…qui?-

-Sì. io. qui-

-Susan! se tu sapessi! Sono un marinaio, adesso. Ed ho viaggiato non solo per mari terreni. Ma anche per mari cosmici, tra stelle e mondi lontani…. E lui, è il mio Capitano. Signor Robin, vorrei presentarle la mia….la mia…Susan….. Ma….Capitàno- Il Capitano Robin si è già voltato, dando le spalle ai due giovani innamorati, senza dire una parola. Il mozzo O’ Flagherty è visibilmente deluso: -Se n’ è andato…-

-Non importa, seguimi- E la dolce Susan lo prende per mano per condurlo più in là.

Il vecchio Jonah, invece, è il solito animale impaziente:-Spogliati qui, Belle! Spogliati per me!-

-Oh no, Jonah! Conosco un posto migliore.-

Robin, il Capitano Robin, che s’ era messo in disparte, non lo aveva fatto certo per invidia verso i suoi due compagni. Il vento spazzava la brughiera, e scompigliava i lunghi capelli neri della bellissima donna che avanzava verso di lui:

-Sei tu, Charo?-

-Sì, ti ho aspettato tanto tempo….non ho mai dimenticato la notte in cui ci siamo amati per la prima volta….dicesti che ero la luna ed il respiro del mare. Che ero il sogno e l’ avventura.-

-Charo….-

-Seguimi…-

-Charo….camminami davanti, io….voglio rivedere il tuo passo.

-Sì, Robin….Ti ricordo sempre le onde del mare?-

Lacrime salate cominciano a rigare il volto del Capitano Robin. Poi, quello scatto metallico, due spari, ed il sibilo del pugnale a lacerare l’ aria. L’ erba verde beve avidamente il sangue delle tre donne uccise da Robin.

-Le avete ammazzate!-

-Assassino!-

-Guardate cosa ho assassinato, idioti!-

I corpi delle tre donne sono rapidamente mutati in esseri mostruosi ed informi, su cui, con un concerto di striduli acuti, si avventano dei piccoli uccellacci, simili ad avvoltoi, che cominciano a dilaniarne le carni.
I tre marinai non hanno il tempo di stupirsi. La terra, ad un tratto, sembra tremare. Gigantesci vermi, pieni di bocche dai denti acuminati, escono dal sottosuolo per avventarsi sui tre amici:

-Corriamo alla nave!-

Mostri. Milioni di mostri. Forse una ribellione dell’ universo contro chi ha osato infrangere le barriere dell’ ignoto? Mostri come nuvole di carne, denti… oppure essi stessi fantasmi, illusioni. Oppure ancora…

-Forse quel mondo è un gigantesco essere vivente, crudele ed affamato, come i motri marini delle leggende. Quello che non capisco, Capitano, è come avete potuto accorgervi dell’ inganno-

La voce di Robin è rauca: -Il fatto è che Charo…Charo è morta dieci anni fa.

(CONTINUA)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...